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Happy Birthday Eris

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Non sapevo come “festeggiare” il primo anno di Eris, ci penso da stamattina, poi mi sono ricordata che tempo fa ho letto un articolo sul web, la tipa che lo firmava, espertissima, suggeriva di raccontare aneddoti divertenti accaduti durante la scrittura per catturare l’ attenzione dei lettori. Ottimo risultato assicurava, ma non aveva fatto i conti con me: “divertente” e “simpatico” mal si abbinano alla mia persona e ovviamente, anche per quanto riguarda la stesura del mio libro si è scatenata l’ apocalisse.

Come nelle migliori tragedie greche è successo di tutto dagli abbandoni alle liti, urla, rifiuti, attese, pestilenze, morte e siccità, ma.. chi ha sofferto più di tutti è stato Ernestino Jr. il mio Acer di 3 anni, con un pacchetto Microsoft Office craccato e scaduto da un po’. Il problema non è stato scrivere, gli inchiostrodipendenti preferiscono carta e penna, ma gli editori ormai alla parola “manoscritto” ti guardano malissimo e quindi bisogna riscrivere tutto; ricopiare i pensieri; vergognarti di averlo fatto; digitare su quei maledetti tasti sporchi di smalto, caffè e gelato; virus che prendono di mira il povero Ernestino senza neanche un collegamento a internet, colpirlo ripetutamente nella speranza di poterlo sottrarre alla morte; chiudere il documento senza salvare; perdere sonno e ogni entusiasmo.

Chi ha letto il m1425663305374io racconto sa che preferisco scrivere per chi ha voglia di leggere, ma che non trova il tempo per farlo, ed è per questo che i miei racconti sono sempre brevi, semplici, leggeri.. i bravi lettori hanno dalla loro bravi scrittori, quindi non prendiamoci meriti che non abbiamo. A proposito di mitologia, il primo libro che capitò nelle mie mani, da bambina, fu un dizionario di mitologia, comprato da mio papà, non ero esperta di libri, ma avevo già imparato a memoria la maggior parte dei nomi delle divinità e degli eroi greci. Il primo uomo, maschio, che amai follemente fu Bekim Fehmiu, attore albanese, che interpretò Ulisse nel famoso sceneggiato rai, anche questo guardai con mio padre e sempre con lui andai al cinema a vedere Troy, uscendo da lì pensai che se Petersen era riuscito a portare sul grande schermo quel falso fatto male, forse anch’ io avrei potuto scrivere di mitologia. Nella premessa del mio libro ho spiegato perché mi sono schierata dalla parte di Eris, per tutta quella gente che si crede perfetta, ma che perfetta non è. Perché non è giusto giudicare qualcuno per il suo aspetto o per come si rapporta con gli altri. Perché non possiamo farci un’ idea di una persona e rimanere stabili su quella, giudicarla, senza capire le ragioni che l’ hanno portata ad essere in un determinato modo. Io poi ho sempre tifato per il cattivo: nella letteratura, nei cartoni animati Disney, nelle fiabe, perché è sempre quello che ha sofferto di più, il più insicuro, il più debole.

So bene che un giorno ad attendermi dall’ altra parte ci saranno Omero, Esiodo, Ovidio e forse dovrei portare qualche moneta in più se voglio farmi salvare il sedere da Caronte, però in vita mi sono portata avanti, chiedendo aiuto a qualcuno valido che con le sue parole, nella prefazione, potesse in un certo modo mettere una buona parola per me,
con voi che lo leggerete e con loro che mi aspetteranno incazzati abbestia. A dire la verità speravo mi dicesse di lasciar perdere perché pensavo che questa mia idea di mettere a nudo le debolezze degli dei, le loro paure, i tradimenti, non venisse capita del tutto.. come anche il difetto di pronuncia di Eris, volevo renderla imperfetta nel corpo, ma più la immaginavo più la vedevo stupenda nella sua macilenza. In pochi hanno visto questo suo lato voluttuoso, ben nascosto dai veli neri. Poi è arrivato Febbraio ed è successo che improvvisamente mi sono sentita sola, era in stampa, la divinità che per tanto tempo era stata con me che mi ha aiutata a crescere, a diventare donna, che mi ha dato la forza di saper dire di NO, di farmi valere, di capire chi veramente aveva bisogno di me, improvvisamente mi stava abbandonando per farsi conoscere da altra gente che spero possano amarla come l’ amo io.

Ps. Per quanto riguarda Ernestino Jr. ha subito una piccola operazione che ha messo insieme i pezzi distrutti, ora sembra stare meglio!

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SINOSSI

« Il racconto è ambientato sul monte Olimpo. La voce narrante è quella di Eris, la dea della discordia, con un fastidioso ma simpatico difetto di pronuncia,  presenta le divinità e gli eroi ed essi legati, mettendo a nudo le loro debolezze. Il suo intento è  quello di evidenziare le loro paure, le loro debolezze, i tradimenti, gli abbandoni, le sconfitte. Il racconto si divide in tre parti, tre sono i giorni che il lettore ha a disposizione per immergersi nel mondo degli eroi e del mito, in un racconto dietro l’ altro.»

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