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Chi ha paura del dentista?

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Odontofobia (odonto- e fobia) paura irrazionale del dentista, c’ è poco da ironizzare, non appartiene soltanto alla schiera di noi ipocondriaci, ma il disturbo è stato riconosciuto dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Ammettetelo, tutti abbiamo avuto una certa ansia, paura, tremore, senso di soffocamento e sudorazione al solo pensiero di dover chiamare il dentista, figuriamoci andarci!! questo perché il mal di denti (almeno per me) è il dolore più forte da sopportare, non si limita al semplice indolenzimento del dente, no.. coinvolge testa, orecchio, linfonodi e punti che non immaginavo potessero far male, ad esempio: vi è mai capitato di avere male al dente superiore, ma di sentire dolore anche a quello inferiore?

Cosa fa l’ Odontofobico nel tentativo di evitare la sua paura più grande? Rimanda. Evita il dentista affidandosi all’ unico rimedio fai da te.. no, non mi riferisco alla grappa sul dente, so che lo fate in tanti! Ma si affida alle autodiagnosi, imbottendosi di Oki e altri medicinali alleviando il dolore, illudendosi che sia passato del tutto per poi esplodere ovviamente il venerdì sera.. si, perché il mal di denti comincia sempre la sera del weekend, sarà forse una Macumba messa in atto da tutti i dentisti del mondo uniti, che ci porterà a passare 3 giorni di sofferenza bramando che arrivi presto il lunedì, desiderando più di ogni altra cosa di andare dal dentista. Desiderio che svanisce il lunedì mattina, ma ormai il dolore ci ha portati dietro quella porta, con 20 minuti di anticipo, ed è troppo tardi per fuggire. Andare dal dentista è come tornare a scuola per l’ ultima interrogazione, cerchiamo di essere prima di tutto puntuali, come se fare una buona impressione potesse essere d’ aiuto per eliminare paura e dolore.

Veniamo accolti da un strano profumo di pronto soccorso misto a dentifricio agli agrumi, le riviste dell’ ’83, sfogliate fino alla perdita del colore dovrebbero distrarci, ma la vena del collo ci ricorda instancabile quello che da lì a poco avverrà, fingiamo di essere tranquilli, solo perché la sala d’ attesa è piena di bambini e non vogliamo vedano il terrore nei nostri occhi mentre leggiamo del divorzio di Albano e Romina o l’ uscita del primo disco degli Wham. Il questionario da compilare per i nuovi pazienti, per chi come me è leggermente ipocondriaco, è l’ inizio della fine. Leggiamo di possibili patologie e allergie alle quali non avevamo mai pensato prima o indagato su google e la paura dall’ intervento si sposta su una possibile allergia rimasta celata fino a quel giorno e immaginiamo la nostra morte proprio sulla sedia del dentista.

The Dentist film del 1996 di Brian Yuzna

The Dentist film del 1996 di Brian Yuzna

E’ il nostro turno. Indossiamo i calzari come un ubriaco al quale gli si chiede di stare su un piede solo e la prima sensazione di disagio te la causa proprio la poltrona dentistica. Non so voi, ma io la lampada l’ ho sempre immaginata come un lungo alieno, il suo movimento quando si avvicina, pronto a scrutarmi e studiarmi.. e poco più in là la faretra odontoiatrica, ovvero quella parte che contiene gli oggetti di tortura: turbina, manipoli, aria/acqua, tutti quegli strumenti che fanno bzz bzz per intenderci e sul carrello: pinze varie e l’ ansia di trovare l’ incubo della nostra infanzia: l’ apribocca strumento per tenere divaricata la mandibola, che il medioevo a confronto… Superiamo l’ anestesia, il leggero pizzicorio che ci permette di non sentire nulla o quasi, eh si miei cari odontofobici, l’ iniezione non è quella di 30 anni fa, oggi si utilizzano aghi sottilissimi o addirittura la preanestesia del sito della puntura, con un gel anestetico o spray ipotermizzante. Niente più paura dello scarso effetto dell’ anestesia, nessuno ci dirà: “resisti, ho quasi finito, sentirai solo un po’ di dolore”.

Prima fase superata ed ecco che il dentista cerca di instaurare un rapporto di fiducia parlando del più e del meno e facendoci una serie di domande, in attesa di risposta, mentre noi siamo a bocca aperta concentrati se rispondere a versi o dover ingoiare la saliva. Sempre meglio questi dentisti chiacchieroni rispetto a quelli che da bambina non parlavano affatto, l’ unico verso che si sentiva era quello del trapano o dell’ aspiratore e giuravano che non avrebbe fatto male, per poi urlare e rimproverarci come dei dannati al nostro accenno di fastidio. Traumi che portano a dover sopportare il dolore e a non chiedere mai spiegazioni per paura e accettare tutto passivamente come una punizione per le troppe caramelle mangiate, rimanendo seduti su quella poltrona a immaginare quello che accade dall’ altra parte, perché sentendo solo il rumore dei vari attrezzi, senza “vedere” o sapere quello che succede porterà la nostra mente a ipotizzere il peggio, osserveremo una semplice diga di gomma pensando: oddio, dovrà inserirla o servirà a tenere spalancata la bocca?” più o meno come stare sul set del film The Dentist per poi renderci conto che è solo una protezione per la nostra sicurezza.

In pratica l’ odontofobia altro non è che paura del dentista in quanto persona, essendo i denti molto sensibili la maggior parte delle volte usciamo dallo studio odontoiatrico con ancora più dolore di quando siamo entrai e questo ci porterà a vedere il dentista come un sadico che gode nel vederci soffrire passando in sottofondo ad ogni seduta canzoni italiane degli anni ’90 questo non ci permetterà di aprirci per esporre i nostri disagi e chiarire i numerosi dubbi. Secondo me se ogni dentista ci consigliasse di premiarci dopo ogni intervento positivo, magari dedicandoci allo shopping terapeutico contro ansia e tristezza risolverebbero parte dell’ odontofobia.

Ah, esistono anche gli Odontofobici Economici, ma quella è tutta un’ altra storia!!!

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