Mese: agosto 2016

Ho rivisto Moonrise Kingdom

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Tutte le volte che sono triste o giù di morale ho i miei rimedi per spegnere i brutti pensieri, come leggere un libro o rivedere un vecchio film. Molte sono le pellicole in grado di tenermi compagnia più di un’ amica fidata, una di queste è del 2012 firmata da Wes Anderson. Amo la sua commedia dal sapore drammatico! Per chi ha già visto i suoi film (solo per citarne alcuni: I Tenenbaum” del 2001; “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” del 2004; Grand Budapest Hotel” del 2014) non è uno shock immergersi nei colori delle scenografia di carta che più pellicole sono vere e proprie pagine di un libro. In ogni suo film si ha l’ impressione di entrare in un dipinto, i suoi personaggi sono disegnate con le tipiche sfumature dei colori pastello. E’ quello che trasmette Moonrise Kingdom con la sua esaltazione degli anni ’60 attraverso gli oggetti tipici dell’ epoca come il giradischi, il centralino, il registratore, i vestiti corti colorati con il colletto bianco e le calze al ginocchio o la valigia piena d libri di storie di magia (libri per lo più inesistenti) e la protagonista stessa convinta di avere un potere derivante da un binocolo che porta sempre con se.  Parola chiave del film è: FUGA!!! Beh, è quello che ci vuole per sfuggire alla tristezza.moonrise-kingdom

Come sempre in Italia avviene la distruzione di un titolo: “Moonrise Kingdom – Una fuga damore” tanto per minimizzare una bella pellicola d’ autore. E’ la storia di due ragazzini soli, depressi e malinconici che si affacciano al mondo degli adulti con la voglia di fuggire dalla loro condizione di bambini, si comportano e parlano come i grandi, hanno troppo voglia di crescere. Tutto accade a tre giorni della grande tempesta che si abbattera sull’ Isola di New Penzance (New England) come ci spiega Bob Balaban, una sorta di guida/ narratore. Siamo nell’ estate del 1965 nel Campeggio Khaki ScoutIvanhoe” capitanato da Edward Norton un Capo devoto, ma con il vizio del fumo. Sulla stessa isola, non molto lontano, in una tipica casa delle bambole rossa e bianca, abita Suzy/Kara Hayward, sofferente per la convivenza con due genitori assenti e distaccati, tanto che la madre comunica con i quattro figli e il marito attraverso un megafono. La ragazza tiene una fitta corrispondenza epistolare Sam Shakusky/Jared Gilman, dodicenne orfano, intelligente e impopolare, con il desiderio di fuggire da quel campo scout.

55941df76797b34d64744b39a26c8809Un anno di missive d’ amore ingenuo e adolescenziale e infine la fuga, pianificata con rapidità e perfezione in compagnia del gatto di lei. Subito dopo la scomparsa dei due ragazzi emotivamente disturbati, sulle note della bella e rassicurate musica di  Benjamin Britten e le sue voci bianche, verranno organizzate le ricerche. Si metteranno sulle loro tracce oltre al preoccupatissimo Capo Scout, anche l’ Assistente Sociale Tilda Swinton e i genitori di Suzy: Bill Murray e Frances McDormand da sempre innamorata del poliziotto Bruce Willis.

largeGli unici a comprendere il loro amore sono stranamente i compagni Scout di Sam che organizzano per loro un “salvataggio d’ amicizia” li conducono in un altro Campo Scout, quello di Fort Lebanon dove i due hanno intenzione di sposarsi, ma la loro infantilità è sottolineata dalle chewingum che masticano mentre lo Scout notaio/scrivano chiede loro se sono seriamente intenzionati a compiere quel passo così importante e la tempesta è sempre più vicina … e no, non posso dirvi anche il finale, guardatelo perché un film che fa veramente bene al cuore.

“Mi sposo”!

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Qualche giorno fa leggevo il post di una delle mie blogger preferite, tema: I MATRIMONI. Come sempre ha trattato l’ argomento con tanta ironia, verità e intelligenza. Mi sono ritrovata nelle sue parole e nel suo stesso odio per questo genere di celebrazioni/festeggiamenti. Questa mattina il discorso è stato ripreso in spiaggia, mi sono ritrovata quindi ad analizzare punto per punto le tappe che portano al giorno tanto desiderato(???) immaginando un mio ipotetico matrimonio. Senza voler criticare nessuna delle mie amiche spose è solo l’ idea in se del matrimonio, sapete già come la penso, altrimenti non avrei creato i #raccontiviolenti.

Io i matrimoni li ho sempre trovati tristi, sono felice per chi si sposa, ma partecipare ad un matrimonio mi mette ansia perché quasi nessuno pensa agli sposi, c’ è tra gli invitati una gara di protagonismo nata con i social: l’ acconciatura particolare, la macchina più lucidata, il vestito più bello, mai utilizzato in altre occasioni, perché facebook lo sa, le foto con tag non mentono, non puoi mettere lo stesso vestito, non puoi avere due foto simili. Nessuno pensa a quei due poveretti costretti a stare prima seduti da soli al centro della navata, poi seduti da soli a mangiare, lontani dal resto degli invitati, costretti di tanto in tanto a passare tra i tavoli e salutare gente che si e no nella loro vita avranno visto 3 volte, chiedendosi: “ma cosa ne sanno questi della nostra storia, di quando ci siamo conosciuti, delle nostre litigate, dei nostri viaggi” e in fine spediti sempre da soli a fare le foto in riva al mare in finte pose assurde e ridicole. Esiste cosa più triste???

Tutto ha inizio con la partecipazione di nozze e noi ci sentiamo come Robb Stark in attesa di essere graziato da Walder Frey. L’ attenzione va subito alla data, ora e luogo: 14 agosto località Roccapinnuzza a 620 km di distanza, ore 16.00!!! Questo significa doversi spostare, in piena estate, prenotare volo, albergo a -3 stelle e subire vari sbalzi di temperatura nel giro di 8 ore. Si, perché per essere alle 16 in chiesa bisogna come minimo prepararsi dalle 14, uscire di casa sotto il sole cocente, con mutanda contenitiva reggipancia di due taglie in meno che a confronto la camicia, giacca e cravatta dello sposo sono freschezza e comodità.. e finire la serata con -10° e scarpe in borsa!!!

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Foto fonte Web

Superato lo shock dell’ invito, bisogna prepararsi ad affrontare quello che credo sia il vero trauma di un matrimonio: l’ addio al nubilato. Non tutte, ma molte si mettono d’ impegno nell’ organizzare la cerimonia di chiusura delle vecchie abitudini, quali guardare film e serie tv a letto spaparanzate, addormentarsi tra chili di molliche rigorosamente integrali, mangiare una scatoletta di tonno direttamente dalla lattina, lavare i piatti solo quando si è a corto di tazzine. Si riuniscono dopo vari preparativi, gasate, ovviamente tra sole donne, come se la sposa da lì a qualche giorno dovesse entrare in un’ altra dimensione, tenuta nascosta dalla vita di tutti i giorni, quindi si darà per scontato che avrà bisogno di una serie di oggetti fallici da portare con sè, dovrà senza scampo sottoporsi a giochi umilianti e urla di incoraggiamento!!! Io ne sono certa, l’ addio al nubilato è l’ invenzione di un gruppo di zitelle invidiose, le stesse che il giorno del matrimonio ti trascinano, schierandoti in fila per il famoso lancio del bouquet, spingeranno, salteranno, senza essere neanche fidanzate, loro lo vorranno a tutti i costi, perché la loro ultima speranza è tutta in quel bouquet, mentre tu lo eviterai coma l’ acqua santa sul demonio.

Ma quando si stabilisce la data del matrimonio? I più esperti dicono che per la riuscita di un buon matrimonio bisogna organizzare tutto almeno un anno prima, andiamo con ordine:

Il ciclo della sposa
Potete immaginare lo stress di una donna durante le ore che precedono il suo matrimonio, ecco.. ora provate ad immaginare una donna stressata e con il ciclo. Senza dubbio sarà lei a scegliere la data, dopo attenti calcoli matematici e lunari che ovviamente non serviranno a nulla, perché nel giro di un anno tra anticipi e ritardi arriverà puntuale il giorno del matrimonio.

Giorno o Sera
Visto che il matrimonio si svolgerà in provincia dell’ Africa, c’ è il dubbio se organizzarlo di giorno o di sera, ovviamente la scelta cadrà sul pomeriggio/sera, questo sarà una benedizione per chi ha tacchi alti e calze contenitive il 14 di agosto, ma in compenso ci saranno scene del tipo nonno in coma sul divanetto del ristorante, bambini dormienti tra sedie unite, la zia senza scarpe con occhi semichiusi a sfidare l’ abbiocco post cena.. ah si, la cena: a base di carne o a base di pesce? Il piatto appena macchiato di crema al formaggio con un calamaro annegato o una fettona di abbacchio morto nel suo grasso? La prima è très chic la seconda molto trash!!! E il ristorante? zona di mare al chiaro di luna o agriturismo immerso nel verde? In genere vince la località con maggiore quantità di insetti e zanzare.

Matrimonio tradizionale o innovativo
Si sa, lo sposo è quello che in genere si considera meno, se non fosse per gli amici e le antiche usanze barbare come il fastidioso e doloroso lancio del pacchetto di riso o il taglio della cravatta, oppure il temburellare ripetutamente il coltello contro il bicchiere. Seppur con manie di protagonismo gli invitati si soffermeranno ad osservare la sposa anche solo per la gioia di trovare qualcosa che non va.. e se non tutte sognano di indossare abiti principeschi e pomposi, si avranno spose con vestiti corti, tagli retro anni ’50 con caviglie scoperte, d’altronde se c’ è una cosa che Enzo Miccio ci ha insegnato è che per la buona riuscita di un matrimonio serve un bel tema: vintage, storico, cinematografico, geografico, artistico e non c’ è cosa più bella che immedesimarsi completamente nel tema scelto, che a mio parere è sempre meglio di fuochi d’ artificio, nido distrutto di tonno su salsa caramellata, riso e petali di rosa. E’ proprio questa la parte più bella e divertente di un matrimonio, organizzare qualcosa per far divertire e sorprendere i propri ospiti, almeno così il momento dei “saluti & busta” sarà meno traumatico. Ed è qui che sorge il dilemma: bisogna farlo capire che si ha bisogno di soldi o durante la messa è meglio pregare che nessuno si presenti con vassoi e cornici d’ argento?

Io sono molto lontana all’ idea di matrimonio, ma una cosa ve la prometto, non sarà in estate e non sarà tradizionale perché ho sempre preferito un giubbino di pelle su abito bianco che fiori tra i capelli!!!

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