Share

1492510659769La Chiesa “bizantino-basiliana” si trova sulla strada che da San Gregorio d’ Ippona porta a Monteleone, bellissima, rurale, con la sua cupola ad ombrello ricoperta di tegole, fu costruita dal conte Ruggero il Normanno per voto o dai monaci Basiliani per i molti contadini del posto. Si narra che quando il papa Callisto II venne in Calabria, Ruggero chiese udienza per farsi perdonare di un grosso peccato, ansioso e agitato fu accolto a braccia aperte dal papa che dopo la confessione gli chiese, in cambio della redenzione, di costruire alcune chiese nella città di Monteleone con la promessa che sarebbe tornato nuovamente in Calabria per consacrarle. Ruggero cominciò subito la costruzione delle chiese e in una strada impervia, proprio su di una rupe avviò i lavori di santa Ruba.

Poco tempo dopo la conclusione della chiesetta, il Conte improvvisamente morì, sua moglie Adelaide allora, per paura che il Papa annullasse l’ imminente viaggio nelle Terre del Sud decidendo di non officiare la consacrazione delle mura, non disse nulla, obbligò tutti a tenere nascosta la notizia del decesso di Ruggero. Al cospetto del papa la donna si scusò per il comportamento del marito, impegnato in una importante battuta di caccia e soltanto a cerimonia conclusa rivelò la triste verità. Callisto allora, pieno di rabbia e rancore maledisse la donna per quella bugia che gli provocò tanto dolore pronunciando queste parole:

“Tu sia maledetta, come un serpente mi hai tratto in inganno e un serpente ti mangerà il cervello!”

Tuonò.

La contessa Adelaide allora invocò il perdono, implorò il pontefice di ritirare quella maledizione, riferì le sue buone intenzioni e cioè la paura di perdere credibilità e potere, ma il papa non volle sentire scuse offeso lasciò la Calabria e gettò la vedova di Ruggero nella disperazione. Visse ogni giorno della sua vita nel terrore, ordinò con succulente ricompense l’uccisione di ogni serpente che si vedeva strisciare lelle strade di Monteleone e nei paesi vicini, recintò la sua abitazione e i posti da lei frequentati, era solita camminare con le vesti sollevate da terra per paura che un serpente potesse nascondersi tra le pieghe della gonna. Fin quando con gli anni non arrivò il giorno della sua morte. Aveva organizzato tutto Adelaide, aveva ordinato la costruzione, all’ interno della chiesa di Santa Ruba, di un sepolcro di pietra dura e sicura di essere scampata alla maledizione, morì.

[ Ma non tutti i serpenti vennero uccisi, uno sopravvisse, il serpente che dalle fredde pietre cadde sulla tomba della donna e a poco a poco cominciò a scavare la pietra e aprirsi un varco all’ interno del sarcofago, avvolse il cranio della donna e cominciò a mangiarlo. La maledizione si era compiuta. Da quel giorno, ancora oggi, il fantasma di Adelaide si aggira disperato e privo della testa all’ interno della chiesa]

La mia versione.