Ho letto AGGIUNGI UN GIOCO A TAVOLA realizzato da LABIDEE

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ho compilato le schede e ho riprodotto qualche ricetta anche se non ho più 10 anni, il risultato? Mi sono divertita e ho capito che ci si può relazionare con il cibo e mettere un po’ d’ ordine nelle nostre abitudini alimentari.

1463070973086In realtà sono due libri. Entrambi rivolti alle famiglie, poiché è in famiglia che avviene la prima educazione, uno dedicato ai più grandi (“Educare mangiando e crescendo insieme”) e l’ altro ai bambini (“il mondo dei GOVUT”) è frutto del magnifico lavoro di psicologi, nutrizionisti, educatori, gastronomi e formatori. Il progetto EDUEAT nasce dalla collaborazione tra l’Università di Macerata e il Laboratorio delle Idee. Un libro che unisce, sfida e istruisce.

Il primo libro si apre con un MANIFESTO, la costituzione del buon cibo, 10 punti fondamentali per un’ educazione alimentare, almeno un pasto va consumato in famiglia creando comunicazione e confronto. Il cibo è da sempre conflitto tra genitori e figli, quando ero piccola farmi mangiare era un’ impresa l’ unico modo per farmi aprire la bocca era quello di terrorizzarmi o con l’ aspirapolvere, bastava sentire solo il suono o la vista di un amico di famiglia: il temuto Paolo, in genere mi bastava sentire solo il suo nome per ripulire il piatto, nulla di più sbagliato, il cibo è vita, gioia e socialità ed è per questo che non deve essere visto come una tortura adulta, il costringere a dover mangiare per forza. Questi due libri aiutano a capire che è possibile divertirsi anche mangiando, nessuna ricompensa o punizione, nessuna imposizione, dire a un bambino di mangiare per forza una cosa perché fa bene significa ricevere un rifiuto e creare un nemico di quel determinato cibo, che in genere sono la verdura e la frutta.

Questo viaggio all’ interno dei due libri è accompagnato da eroi di fantasia: I GOVUT. Creature magiche dai superpoteri, difensori della terra, ognuno dei quali simboleggia un senso. Abitano tutti a Sensolandia e sono: il folletto Gustino, lo gnomo Olfat, la fata Vistella, l’ elfo Udino e il troll Tattone, tutti impegnati a difendere il buon cibo e a  combattere la grande battaglia contro i loro nemici: l’ orco Junky, il nano Inquinator, la strega Apparence, il fantasma Silent, il gigante Mr. Invisible. Le storie degli eroi di Sensolandia sono uno strumento educativo che si basa sulla narrazione (lo storytelling) raccontare e coinvolgere con lo scopo di far immedesimare i bambini nelle singole storie, cinque racconti già sviluppati e quattro storie aperte con tracce da utilizzare come spunto per un nuovo racconto.

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Polpette di melanzane ricetta a pag. 260

Il segreto è rendere tutti partecipi. La tv disgrega la comunicazione, a tavola i protagonisti sono ormai gli smartphon, lo stile di vita sedentario e le abitudini sbagliate sono causa di malattie e obesità (ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2, tumori) bisogna coinvolgere i bambini, scegliere insieme il cibo, conoscere la provenienza e imparare a leggere l’ etichetta. Nel libro lo si fa per mezzo di vere e proprie carte di identità del cibo segnando la provenienza, il nome, il perché e dove si acquista. Ci sono inoltre schede operative da compilare tutti insieme in famiglia come la famosissima “lista della spesa” o l’ abitudine ad acquistare e consumare prodotti tipici durante una vacanza, conoscere posti nuovi anche per mezzo dei piatti locali, senza più l’ odiosissimo “menu per bambini”. Creare, coinvolgere, dare vita a un piccolo orto verticale in terrazzo in modo da far sentire il bambino un piccolo produttore autonomo, basterà qualche piantina di basilico, menta, rosmarino e aprire loro le porte della cucina e della dispensa con un grande occhio di riguardo all’ incolumità, all’ igiene e alla sicurezza.

Tanti sono i temi e le attività presenti nel libro al termine delle quali verranno assegnati dei punti e solo dopo aver raggiunto tutti i traguardi basterà collegarsi a www.edueat.it per ritirare un diploma. Cimentatevi, grandi e piccini con le ricette e le avventure dei Govut, il libro che trasforma il cibo in piacere e che ogni genitore, insegnante, nutrizionista, dentista dovrebbe avere.

LINK UTILI:

Per acquistare il libro: www.edueat.it/pagine/store.html

Che cos’ è EDUEAT: www.edueat.it/pagine/cosae.html

Laboratorio delle idee: www.labidee.com

Semaforo blu

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Stanotte ho sognato un bambino, un semaforo blu e un uomo con gli occhiali.
Il bambino era felice perché il colore blu era il simbolo della sicurezza, non appena scattava quel colore tutti in quel villaggio erano sereni.
Il bambino si é avvicinato all’ uomo con gli occhiali, gli ha sorriso dolcemente e l’ uomo con gli occhiali ha ricambiato il suo sorriso, felice.

Soffritto Universale

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ImmaginesoffrittoNon è vero ma ci credo, dicevano! Io ci credo e anche tanto. Ho sognato la fine del mondo e non è così terribile come si pensa, se non fosse che è arrivata mentre facevo il soffritto.
C’ era una immensa vetrata, le nuvole e una bambina a farmi compagnia, all’ imprivviso il cielo si fece di tanti colori, allegri, simili a quelli dell’ arcobaleno, poi un vortice nell’ aria e la scritta (tipo i caratteri “ripieni” di word) GIUDIZIO UNIVERSALE, il pianto fastidioso della bimba accanto a me e io che tento di tranquillizzarla salvando anche il soffritto. Non siamo morte. C’ era qualcuno nella stanza con noi, ho riconosciuto la sua barba e i suoi occhiali. Mi sono ritrovata seduta ad un immenso tavolo, ancora cibo, vecchi amici e una di loro (preferivo i demoni dell’ oltretomba) vestita da sposa, mi fissava e io piangevo.
Si dice che i brutti sogni sia meglio raccontarli a qualcuno, per non farli avverare, devo farlo al più presto anche se oggi ho rinunciato all’ idea di preparare il soffritto!

Tinte, Parabeni e tanto Arancione.

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Simeon Solomon British, 1840 - 1905 The Toilet of a Roman Lady

Simeon Solomon British, 1840 – 1905 The Toilet of a Roman Lady

Vi avevo già parlato della mia passione per il colore arancione, specialmente sui capelli!!! Già sapete che la colpa è di Camilla, la mia bambola dalla faccia grossa e dalla chioma lanosa e arancione, ero così affezionata, tanto brutta quanto l’ amavo e oggi che ho 30 anni ancora non mi stanco di volerle somigliare. Pensandoci bene però, non sono né la prima né l’ ultima ad emulare qualcuno, specie nel colore della capigliatura, basta fare un salto nel tempo per ricordare che le donne dell’ antica Roma bramavano il biondo delle donne Germaniche e utilizzavano calce e cenere del focolare per schiarire i capelli bruni e renderli ramati, ma utilizzavano anche la betulla e la camomilla. All’ epoca, non ci crederete mai, ma il colore più richiesto era l’ azzurro, ovviamente preferito dalle cortigiane insieme al giallo/arancio!!! [Mh, no, non fate battute sui miei capelli]  Quindi la moda di tingersi i capelli non l’ abbiamo inventata noi “donne dell’ era moderna” i primi tentativi non furono quelli degli anni ‘50/’60 noi abbiamo solo il primato di aver inserito nelle tinte agenti chimici dannosi per la nostra salute, mica come i greci che utilizzavano l’ aceto per scurire i capelli e Cleopatra che in Egitto si serviva esclusivamente dell’ Hennè. Nel Rinascimento invece i capelli venivano scoloriti di proposito con grano, noci e zafferano e lasciati asciugare al sole per ottenere il bel rosso ramato. Gli anni ’80 del novecento hanno portato infine le colorazioni fluo del punk style: viola, arancio, verde, giallo, tinte improbabili e per nulla naturali. Quindi mie care, il voler tingere i nostri capelli non è un vezzo tipico del mondo moderno e non serve solo a coprire i capelli bianchi, ma ci aiuta a sentirci più belle, diverse o simili a qualcun altro, ma felici.

Vi consiglio The Jungle Book Movie

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Ieri sono stata nella giungla, e dopo i primi 10 minuti di delusione totale ho amato questo film!!! Ho atteso da tanto che uscisse al cinema il Libro della Giungla, ero emozionata all’ idea di rivedere sullo schermo tutti i personaggi di quella che per me è la storia più bella in assoluto della letteratura per ragazzi (e non) di Rudyard Kipling, pubblicata nel 1894 ed ancora attualissima, il libro che tutti dovrebbero leggere per imparare a vivere.

Perché l’ attimo di delusione. Perché all’ inizio del film si è già a metà del libro, poi ho smesso di concentrarmi nel trovare similitudini e fare paragoni con il romanzo e il film d’ animazione Disney del 1967 e da quel momento mi sono goduta ogni scena e si, da buona nostalgica ho anche pianto. Il film ha qualcosa di diverso, di nuovo, a differenza del cartone animato troviamo tutti i messaggi e gli insegnamenti lasciati dall’ opera di Kipling: le caratteristiche positive e negative di ciascun personaggio; l’ integrazione; il rispetto; l’ uguaglianza; il coraggio; la fedeltà; la famiglia; l’ amicizia. Ho apprezzato che venisse recitata più volte da parte del Popolo Libero la Legge della Giungla con il suo forte significato:

Questa è la legge della Giungla, tanto antica e vera quanto il cielo: il lupo che la osserverà avrà vita prospera, ma quello che la infrangerà dovrà morire. Come la liana che cinge il tronco dell’albero, la Legge corre avanti e indietro poichè la forza del Branco è nel Lupo e la forza del Lupo è nel Branco”.

Tutto nel film è raccontato in modo veloce, la narrazione è sintetizzata e i personaggi entrano in scena uno dopo l’ altro, come una scaletta, ciascuno ha il suo momento, fa la sua parte ed esce di scena.

book_635965323672876303_Afterlight_EditCi sono tutti o quasi: Il doppiaggio non mi ha delusa, forse perché si dava la voce a degli animali e non a persone o semplicemente perchè realizzato da attori bravi. Raksha ha un ruolo importante (doppiata in Italia da Violante Placido) mentre è quasi eliminata la figura di Babbo Lupo e anche il personaggio centrale di Akela (Luca Biagini) viene sacrificato, pochissime scene per lui, mentre Hathi non viene affatto nominato, però devo ammettere che le scene degli elefanti rimangono le più emozionanti. Ci sono Fratel Bigio o semplicemente Grey e Ikki il simpatico porcospino. Baloo (Neri Marcorè) è un po’ diverso dal personaggio che siamo abituati ad immaginare, ma sempre un gran tenerone, senza dubbio il migliore. Bagheera (Tony Servillo) è l’ unico ad essere rappresentato come nel racconto, saggia e intelligente. Kaa (Giovanna Mezzoggiorno) qui femmina, non proprio buona, rappresenta il momento più significativo del film. Anche Mowgli non mi ha delusa, interpretato da Neel Sethi l’ unico attore in carne ed ossa, convinta di ritrovarmi un bambino fastidioso e lamentoso, invece ho apprezzato la sua interpretazione, anche perché a recitare in solitudine non deve essere stato il massimo e infine Re Louie (Giancarlo Magalli) il personaggio reso famoso nel cartone animato per la canzone “Voglio esser come te” e ultimamente dallo spot di una macchina “I Wan’na Be Like You (The Monkey Song)” . Ah, ma una critica grande la devo pur fare, manca il mio personaggio preferito, colui che ho amato leggendo il libro da bambina: lo sciacallo Tabaqui, descritto da Kipling talmente bene che nonostante il suo essere odioso e meschino ne ha fatto uno dei personaggi più caratteristici.

Non ci sono le canzoni che tra tutte quelle Disney sono a mio parere le più belle, vengono reinterpretate “Lo stretto indispensabile” cantata da Baloo/Marcorè e “Voglio Esser come te” cantata da Re Louie/Magalli quest’ ultima diciamo che è diventata la colonna sonora, per il resto solo musiche di sottofondo scritte per il film e che ricordano le originali come la “Ninna Nanna di Kaa”.

In conclusione vi consiglio di andare a vederlo, grandi e bambini, non importa, è un film che può insegnare tanto, ma un consiglio che mi sento di darvi è quello di leggere il libro, credetemi.. entrare nella giungla può cambiarvi la vita.

Buonanotte.

Mind the gap!

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1450362418665Quanti di voi hanno sentito questa frase? Sicuramente tutti la conoscerete, una delle attrazioni più famose di Londra, senza nominarle tutte, è la voce registrata che avvisa i passeggeri della Metropolitana di fare attenzione al vuoto tra la piattaforma e i binari: “Mind the gap between the train and the platform”!!! ripetono gli altoparlanti appena si aprono le porte dei treni. E’ un avviso che viene ripetuto continuamente dal 1969 ed è diventata quasi con certezza la voce più conosciuta di tutta Londra, uno slogan, un simbolo che si trova anche sulle tshirt, sulle cartoline e sui gadget in giro per la città. A registrare questo avviso fu qualche anno fa Philip Sayer, presentatore della BBC, con la sua voce perfettamente inglese, pacata e molto elegante.

Ricordo di aver ironizzato la prima volta, quando a causa del mio pessimo inglese ho chiesto se dovessimo fare “attenzione ai gatti” perdonatemi, ma il suono era più o meno quello (ero ironica).  A Bow Road era l’ avviso che apriva e chiudeva la mie giornate e lì devo dire che più che vuoto tra treno e banchina c’ è proprio un abisso, un annuncio utile oltre che un segno di riconoscimento e oggi che Philip Sayer per colpa di un brutto male non c’ più, forse quell’ avviso avrà ancora più valore e diventerà l’ unico vero simbolo della Tube.

Mi hanno detto che sono troppo vecchia per snapchat!

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Oppure troppo vecchia per i social in generale, ma da quando questi sono diventati il mio pane quotidiano, non posso permettermi di rimanere indietro con la modernità che avanza .. e dopo facebook, ritrovo di utonti;  twitter con i messaggi veloci; instagram con le foto instacool; whatsapp, con l’ anatema della doppia spunta blu; arriva snapchat, senza cuori, senza like e con foto e video fantasma!!!

Dopo instagram è diventato il mio social preferito e dietro la scusa tanto amata quanto odiata “tanto durano solo 24h” si pubblica di tutto senza pensare agli effetti, se la foto è venuta bene, se il vestito è abbinato ai capelli e se la location è quella adatta. Visto che snapchat non è ancora di moda tra i miei amici 30enni ho provato ad aggiunge i seguiti su istagram e grazie ai video postati ho dato loro un volto, una voce e la consapevolezza che nessuno è veramente tanto cool.snapceli_635954844216433488_Afterlight_Edit

Il social di chi non si prende troppo sul serio comincia a prendere piede adesso, qualcuno ha capito come funziona e si sta prodigando a passare parola all’ intera umanità e se mai dovesse arrivare all’ orecchio di una certa signora con la passione dell’ anonimato spiegatele bene che su snapchat nulla passa inosservato e che eventuali screenshot vengono segnalati con una notifica. Divertitevi senza pensare all’ età con gli effetti lenses, visitate il mondo in pochi secondi e snappate con moderazione!!!

Papà. Pensieri mai condivisi.

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Per chi non è in grado di parlare o di esprimere per mezzo della parole sensazioni e pensieri, la scrittura è l’ unica valvola di sfogo, condividerlo poi è come parlare ad un amico senza timore. Sono parole che rimangono lì, possono essere ignorate, eliminate, criticate, non è come lasciare il tutto su un pezzo di carta e riporlo in un cassetto, sarebbe come tenere per se un vaff***o.. e si sa, c’ è più gusto a dirlo ad alta voce.

L’ essere umano elabora un lutto ciascuno in modo diverso: c’ è chi si strugge l’ anima, chi si consuma lentamente.. c’ è chi se ne fotte, chi finge di farlo, chi non si sforza neanche di fingere.. c’ è chi ripete parole senza senso alcuno, chi impazzisce, chi fa finta che non sia successo.. c’ è persino chi non capisce, chi dignitosamente si chiude nel suo dolore. Il pensiero della morte ci sfiora appena, ma quando questa si presenta, quando hai a che fare con Lei, ti cambia la vita! E’ inutile dire il contrario, la vita non è più la stessa.

5fb68881-ce99-4cba-bf76-b4cfcde25066Quando la Morte porta via il tuo papà perdi la forza, la rispettabilità, in particolar modo per una figlia “femmina” è come perdere l’ unico uomo della propria vita, il punto di riferimento. Si perde la terra da sotto i piedi. Perdi le tue radici. Vai avanti, ma con le spalle scoperte, però.. nonostante tutto, c’ è una forza che ti spinge a immaginarlo ancora accanto a te! Cambia il rapporto, le parole si uniscono alle lacrime, ai sorrisi, ai ricordi e all’ orgoglio che si prova quando guardandoti qualcuno ti dice: “Gli somigli”! E io vorrei somigliare veramente al mio papà, vorrei essere una minima parte di quello che era lui, vorrei essere amata la metà di quanto era amato lui, vorrei poter lasciare qualcosa di buono come l’ ha lasciata lui. Vorrei non essere così diversa da lui, vorrei non vivere questi momenti di solitudine e sconforto, vorrei metterci un po’ di colore in questo mondo che ormai immagino in nero, vorrei non essere così cattiva da pensare che tutti intorno a me siano desiderosi di abbandonarmi.

Non sono i gesti dovuti a farti stare bene o le solite parole, frasi fatte, ripetute all’ infinito, a volte basta un sorriso a interrompere quegli attimi di tristezza che ti obbligano a rivivere tutto e diventa sempre dura trovare risposte.. io non le ho mai cercate nè nella fede né tanto meno negli uomini, forse la colpa è da dare tutta al destino o forse questi momenti servono per avere istanti solo nostri, attimi in cui possiamo finalmente dire senza vergogna: “Ti amo papà, un amore che dura da sempre  e che non avrà mai una fine”.

Sentieri, Parco delle Serre. Calabria, Italia

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Quando Rosanna mi ha parlato del progetto “Natura e Turismo” all’ interno del parco delle Serre che prevedeva la realizzazione dell’ itinerario e la realizzazione del censimento, era cosí entusiasta che ha trasmetto anche a me la curiosità nello scoprire posti e percorsi naturalistici che ancora non conoscevo. 1456244240477

Sono stati resi fruibili circa 150 km di sentieri naturalistici. Qualche mese fa, sempre da lei, vengo a sapere della fine del loro lavoro nel Parco delle Serre e quindi la fine di una bella opportunità per la nostra Calabria. Oggi che la situazione non è cambiata voglio parlarvene perché penso sia un vero crimine tenere nascosti posti del genere, perché sono posti meravigliosi che si trovano nella nostra Terra. Il Parco Naturale Regionale delle Serre è stato istituito il 5 maggio del 1990 (legge regionale n°48) si estende su un territorio di 17.687 ettari nel cuore della Calabria centrale tra Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Sono luoghi ricchi di sorgenti, fiumi, due catene montuose e boschi.

I Sentieri del Parco sono: Anelli sull’ Alaco, un sentiero impegnativo, difficoltà medio/alta, offre due percorsi: uno breve (A) e uno lungo (B), protagonisti sono la ginestra con i suoi fiori profumati richiesti in profumeria e il castagno che ne caratterizza tutto il paesaggio. Proprio nel percorso B si possono trovare strutture edilizie utilizzate in passato come essiccatoi “pastillari”. (Partenza: Edifici di servizio Diga Alaco, lato ovest; CZ. Arrivo: Edifici di servizio Diga Alaco, lato est; CZ. Tramo A 3h – Tramo B 6h) link sitoAnello Bellavista, un percorso semplice, difficoltà medio/alta, su strada sterrata. Protagonisti sono: i faggi, signori dei boschi; l’ agrifoglio e il tasso europeo, un piccolo albero sempreverde. E’ possibile vedere di notte, la lepre italica, un veloce animale che si nutre di foglie. (Partenza: Località Gallone-Fanelli, Piani d’ Acquaro; VV. 5h) link sito.

Archiforo, difficoltà media, in località Rosarella, troviamo il maestoso abete bianco che sopravvive grazie al microclima dell’ Italia. 1456244000640Per secoli la fonte dell’ economia locale fu la produzione di carbone tramite combustione imperfetta del legno è possibile osservare la ricostruzione in miniatura di una carbonaia “lu scarazzu”, covoni di legno formanti un camino centrale. (Partenza: Orto Botanico Rosarella, Serra San Bruno; VV. 2h) link sitoFaggio del Re-Abate, difficoltà media, immerso nel cuore delle Serre tra rocce e minerali, gli scisti ad esempio. In contrada Serricella vi è un’ oasi naturalistica, area pic-nic, fontane e un laghetto abitato dalla trota fario. (Partenza: Faggio del Re SP9, Fabrizia; VV. 5h) link sitoFaggio del Re-Speranza, difficoltà media, i monti sono ricoperti da faggi e abeti secolari, luoghi cari al re Ferdinando di Borbone. Il pino laricio ricordato da Plinio e Virgilio, la specie più slanciata che arriva a superare i 50 metri. La fragaria vesca, le tipiche fragole di bosco da cui si ricava il liquore “fragolino”. (Partenza: Faggio del Re SP9, Fabrizia; VV. 4h) link sitoFerdinandea-Marmarico, percorso lineare e impegnativo, difficoltà medio/alta. Il luogo di partenza è la tenuta di caccia di Ferdinando II di Borbone, oggi proprietà privata. Lungo il sentiero è possibile visitare una delle meraviglie d’ Italia: le Cascate del Marmarico, con 114 metri di caduta d’ acqua. (Partenza: Ferdinandea, Stilo; RC. Arrivo: Cascate del Marmarico, Stilo; RC. 5h) link sito.

- dal sito www.parcodelleserre.it -

foto tratte da: www.parcodelleserre.it

Lacina-Ferdinandea, sentiero lineare, difficoltà media. Accompagnati dal canto del Cuculo dalle piume azzurre o rossicce. Rocce cristalline e bianchissime, formazioni inconsuete a proteggere i piccoli anemoni, fiori bianchi e viola. (Partenza: Lacina, SP43, Brognaturo; VV. Arrivo: Ferdinandea, Stilo; RC. 5h) link sito.

Lacina-Lu Bellu; difficoltà media, tra abeti e meli selvatici possiamo osservare il robusto cinghiale e il fungo legnoso a forma di “mensola” che cresce su latifoglie. (Partenza: Lacina, Brognaturo; VV. Arrivo: Casermetta “Lu Bellu”, Serra San Bruno; VV. 4h) link sitoPecoraro-Lu Bellu, itinerario lineare, difficoltà media, in località “Cruci di Allampatu”, una targa commemora tre boscaioli morti colpiti da un fulmine. Troviamo le nivere, enormi buche rivestite di pietra dove un tempo si conservava la neve. I luogo è la casa dei pettirossi, ma possiamo ammirare anche la torretta avvistamento di epoca borbonica. (Partenza: Cantoniera ANAS di pecoraro, SS110, Stilo; RC. Arrivo: Casermetta “Lu Bellu”, Serra San Bruno; VV. 3h) link sito.

Sul sito www.parcodelleserre.it troverete tutte le informazioni utili su come arrivarci, sui sentieri, itinerari, strutture turistiche. Dopo averle lette o visitate ditemi quale sentiero preferite!!! Potete inoltre scaricare l’ app, inviare una mail a: info@parcodelleserre.it seguirli sulla loro pagina Facebook o chiamare allo 0963772825 e se chiedete della Dott.ssa Rosanna Pupo sarà ben felice di offrirvi una guida dettagliata di questo angolo di paradiso. E’ giusto che il lavoro di questi ragazzi non vada gettato al vento, è giusto conoscere le bellezze della nostra Calabria ed è ancora più giusto difenderle dalla noncuranza e dall’ ignoranza.

Happy Birthday Eris

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Non sapevo come “festeggiare” il primo anno di Eris, ci penso da stamattina, poi mi sono ricordata che tempo fa ho letto un articolo sul web, la tipa che lo firmava, espertissima, suggeriva di raccontare aneddoti divertenti accaduti durante la scrittura per catturare l’ attenzione dei lettori. Ottimo risultato assicurava, ma non aveva fatto i conti con me: “divertente” e “simpatico” mal si abbinano alla mia persona e ovviamente, anche per quanto riguarda la stesura del mio libro si è scatenata l’ apocalisse.

Come nelle migliori tragedie greche è successo di tutto dagli abbandoni alle liti, urla, rifiuti, attese, pestilenze, morte e siccità, ma.. chi ha sofferto più di tutti è stato Ernestino Jr. il mio Acer di 3 anni, con un pacchetto Microsoft Office craccato e scaduto da un po’. Il problema non è stato scrivere, gli inchiostrodipendenti preferiscono carta e penna, ma gli editori ormai alla parola “manoscritto” ti guardano malissimo e quindi bisogna riscrivere tutto; ricopiare i pensieri; vergognarti di averlo fatto; digitare su quei maledetti tasti sporchi di smalto, caffè e gelato; virus che prendono di mira il povero Ernestino senza neanche un collegamento a internet, colpirlo ripetutamente nella speranza di poterlo sottrarre alla morte; chiudere il documento senza salvare; perdere sonno e ogni entusiasmo.

Chi ha letto il m1425663305374io racconto sa che preferisco scrivere per chi ha voglia di leggere, ma che non trova il tempo per farlo, ed è per questo che i miei racconti sono sempre brevi, semplici, leggeri.. i bravi lettori hanno dalla loro bravi scrittori, quindi non prendiamoci meriti che non abbiamo. A proposito di mitologia, il primo libro che capitò nelle mie mani, da bambina, fu un dizionario di mitologia, comprato da mio papà, non ero esperta di libri, ma avevo già imparato a memoria la maggior parte dei nomi delle divinità e degli eroi greci. Il primo uomo, maschio, che amai follemente fu Bekim Fehmiu, attore albanese, che interpretò Ulisse nel famoso sceneggiato rai, anche questo guardai con mio padre e sempre con lui andai al cinema a vedere Troy, uscendo da lì pensai che se Petersen era riuscito a portare sul grande schermo quel falso fatto male, forse anch’ io avrei potuto scrivere di mitologia. Nella premessa del mio libro ho spiegato perché mi sono schierata dalla parte di Eris, per tutta quella gente che si crede perfetta, ma che perfetta non è. Perché non è giusto giudicare qualcuno per il suo aspetto o per come si rapporta con gli altri. Perché non possiamo farci un’ idea di una persona e rimanere stabili su quella, giudicarla, senza capire le ragioni che l’ hanno portata ad essere in un determinato modo. Io poi ho sempre tifato per il cattivo: nella letteratura, nei cartoni animati Disney, nelle fiabe, perché è sempre quello che ha sofferto di più, il più insicuro, il più debole.

So bene che un giorno ad attendermi dall’ altra parte ci saranno Omero, Esiodo, Ovidio e forse dovrei portare qualche moneta in più se voglio farmi salvare il sedere da Caronte, però in vita mi sono portata avanti, chiedendo aiuto a qualcuno valido che con le sue parole, nella prefazione, potesse in un certo modo mettere una buona parola per me,
con voi che lo leggerete e con loro che mi aspetteranno incazzati abbestia. A dire la verità speravo mi dicesse di lasciar perdere perché pensavo che questa mia idea di mettere a nudo le debolezze degli dei, le loro paure, i tradimenti, non venisse capita del tutto.. come anche il difetto di pronuncia di Eris, volevo renderla imperfetta nel corpo, ma più la immaginavo più la vedevo stupenda nella sua macilenza. In pochi hanno visto questo suo lato voluttuoso, ben nascosto dai veli neri. Poi è arrivato Febbraio ed è successo che improvvisamente mi sono sentita sola, era in stampa, la divinità che per tanto tempo era stata con me che mi ha aiutata a crescere, a diventare donna, che mi ha dato la forza di saper dire di NO, di farmi valere, di capire chi veramente aveva bisogno di me, improvvisamente mi stava abbandonando per farsi conoscere da altra gente che spero possano amarla come l’ amo io.

Ps. Per quanto riguarda Ernestino Jr. ha subito una piccola operazione che ha messo insieme i pezzi distrutti, ora sembra stare meglio!

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SINOSSI

« Il racconto è ambientato sul monte Olimpo. La voce narrante è quella di Eris, la dea della discordia, con un fastidioso ma simpatico difetto di pronuncia,  presenta le divinità e gli eroi ed essi legati, mettendo a nudo le loro debolezze. Il suo intento è  quello di evidenziare le loro paure, le loro debolezze, i tradimenti, gli abbandoni, le sconfitte. Il racconto si divide in tre parti, tre sono i giorni che il lettore ha a disposizione per immergersi nel mondo degli eroi e del mito, in un racconto dietro l’ altro.»

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