Tag: cibo

Io odio l’ estate.

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Oggi, venerdi 27 maggio primo giorno di caldo. Attendo il primo giorno di trasmissione dello spot estivo di Calzedonia, lo spot che in assoluto distrugge la mia autostima: belle, alte, magre, rotolanti sul bagnoasciuga, temo il loro arrivo e quest’ anno saranno anche munite di crop top a mettere in mostra le belle costole.

Si, la mia è invidia perché io sono a dieta ormai da un mese minacciata dallo sguardo schifato di chi mi sta intorno, di chi per ferirti colpisce nell’ unico punto debole di una donna: “sei ingrassata, ma non solo grassa, sei proprio grossa” colpita e affondata e per la prima volta nella mia vita ho ceduto alla moda delle diete. Addio soffritti, olio e maionese, ho rinchiuso pentole e mestoli per giurare devozione a proteine, fibre, vitamine e frutta. Impensabile per una meridionale mettersi a dieta nel periodo di aprile/maggio questo significa rinunciare a peperoni e melanzane fritte, frittura di pesce, frittelle con fiori di zucca, gelati, paste fredde, pane da intingere in litri di olio e pomodori verdi. Impensabile per me dover cucinare POCO chi mai è rimasto a mangiare da me sa che le portate sono infinite, questo perché da terrona soffro della sindrome della “mamma premurosa” l’ ospite deve uscire rotolando, distrutto, non sia mai si dica che non ha mangiato!!! Perché diciamoci la verità, niente ti gratifica più del cibo. Se prima tritavo le carote e le annegavo in olio e aceto, ora le mangio bollite; le melanzane rimangono anonime, tristi sulla griglia, niente aceto, limone, prezzemolo, aglio e peperoncino e le polpette giacciono nel forno non tra le bolle incandescenti dell’ olio. Ho scoperto che un aiuto per la dieta è la merenda sana. Prima il mio spuntino consisteva in fette di pane cosparse di nutella, ora mi ritrovo a preparare frutta e yogurt, non sono più io!!!!

Non sembra ma pratico sport, o almeno ci provo e anche in questo campo le cose non sono semplici, le vedi in palestra le donne perfette con le loro canotte aderenti, i pantaleggins cuciti sulla pelle.. e poi ci sono io: magliette su magliette per non far vedere la ciccia ballonzolante, l’ 80% degli esercizi eseguiti male, fiatone ad allacciare le scarpe e la bilancia che ti ricorda che nonostante i sacrifici e la dieta sei riuscita a perdere solo 5 etti (una busta di mortadella per intenderci).

Per non parlare di quelle che si “vantano” di essere grasse, solo per sentirsi dire che non è vero, che sono perfette così, ma che guardano le tue braccia pendenti e i tuoi fianchi ridacchiando nei loro vestiti aderenti consolandoti: “ma no, stai bene così!” le odio quasi quanto le modelle di Calzedonia, perchè sappiamo che non è la verità, tu non sei grassa e io sembro lo zampone spiaggiato tra le lenticchie, consapevole di non poter indossare neanche quest’ anno il tanto desiderato costume sgambato alla baywatche e le guarderai prendere il sole mentre tu, sotto l’ ombrellone, mangerai una triste galletta di riso.

Preparatevi ragazze mie, summer is coming

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Ho letto AGGIUNGI UN GIOCO A TAVOLA realizzato da LABIDEE

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ho compilato le schede e ho riprodotto qualche ricetta anche se non ho più 10 anni, il risultato? Mi sono divertita e ho capito che ci si può relazionare con il cibo e mettere un po’ d’ ordine nelle nostre abitudini alimentari.

1463070973086In realtà sono due libri. Entrambi rivolti alle famiglie, poiché è in famiglia che avviene la prima educazione, uno dedicato ai più grandi (“Educare mangiando e crescendo insieme”) e l’ altro ai bambini (“il mondo dei GOVUT”) è frutto del magnifico lavoro di psicologi, nutrizionisti, educatori, gastronomi e formatori. Il progetto EDUEAT nasce dalla collaborazione tra l’Università di Macerata e il Laboratorio delle Idee. Un libro che unisce, sfida e istruisce.

Il primo libro si apre con un MANIFESTO, la costituzione del buon cibo, 10 punti fondamentali per un’ educazione alimentare, almeno un pasto va consumato in famiglia creando comunicazione e confronto. Il cibo è da sempre conflitto tra genitori e figli, quando ero piccola farmi mangiare era un’ impresa l’ unico modo per farmi aprire la bocca era quello di terrorizzarmi o con l’ aspirapolvere, bastava sentire solo il suono o la vista di un amico di famiglia: il temuto Paolo, in genere mi bastava sentire solo il suo nome per ripulire il piatto, nulla di più sbagliato, il cibo è vita, gioia e socialità ed è per questo che non deve essere visto come una tortura adulta, il costringere a dover mangiare per forza. Questi due libri aiutano a capire che è possibile divertirsi anche mangiando, nessuna ricompensa o punizione, nessuna imposizione, dire a un bambino di mangiare per forza una cosa perché fa bene significa ricevere un rifiuto e creare un nemico di quel determinato cibo, che in genere sono la verdura e la frutta.

Questo viaggio all’ interno dei due libri è accompagnato da eroi di fantasia: I GOVUT. Creature magiche dai superpoteri, difensori della terra, ognuno dei quali simboleggia un senso. Abitano tutti a Sensolandia e sono: il folletto Gustino, lo gnomo Olfat, la fata Vistella, l’ elfo Udino e il troll Tattone, tutti impegnati a difendere il buon cibo e a  combattere la grande battaglia contro i loro nemici: l’ orco Junky, il nano Inquinator, la strega Apparence, il fantasma Silent, il gigante Mr. Invisible. Le storie degli eroi di Sensolandia sono uno strumento educativo che si basa sulla narrazione (lo storytelling) raccontare e coinvolgere con lo scopo di far immedesimare i bambini nelle singole storie, cinque racconti già sviluppati e quattro storie aperte con tracce da utilizzare come spunto per un nuovo racconto.

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Polpette di melanzane ricetta a pag. 260

Il segreto è rendere tutti partecipi. La tv disgrega la comunicazione, a tavola i protagonisti sono ormai gli smartphon, lo stile di vita sedentario e le abitudini sbagliate sono causa di malattie e obesità (ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2, tumori) bisogna coinvolgere i bambini, scegliere insieme il cibo, conoscere la provenienza e imparare a leggere l’ etichetta. Nel libro lo si fa per mezzo di vere e proprie carte di identità del cibo segnando la provenienza, il nome, il perché e dove si acquista. Ci sono inoltre schede operative da compilare tutti insieme in famiglia come la famosissima “lista della spesa” o l’ abitudine ad acquistare e consumare prodotti tipici durante una vacanza, conoscere posti nuovi anche per mezzo dei piatti locali, senza più l’ odiosissimo “menu per bambini”. Creare, coinvolgere, dare vita a un piccolo orto verticale in terrazzo in modo da far sentire il bambino un piccolo produttore autonomo, basterà qualche piantina di basilico, menta, rosmarino e aprire loro le porte della cucina e della dispensa con un grande occhio di riguardo all’ incolumità, all’ igiene e alla sicurezza.

Tanti sono i temi e le attività presenti nel libro al termine delle quali verranno assegnati dei punti e solo dopo aver raggiunto tutti i traguardi basterà collegarsi a www.edueat.it per ritirare un diploma. Cimentatevi, grandi e piccini con le ricette e le avventure dei Govut, il libro che trasforma il cibo in piacere e che ogni genitore, insegnante, nutrizionista, dentista dovrebbe avere.

LINK UTILI:

Per acquistare il libro: www.edueat.it/pagine/store.html

Che cos’ è EDUEAT: www.edueat.it/pagine/cosae.html

Laboratorio delle idee: www.labidee.com

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