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L’ ho fatto, ho letto Harry Potter.

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Io che sono una seguace della trilogia de Il Signore degli Anelli e diciamoci la verità il 2001 per me è The Lord of the Rings, il libro fantasy per eccellenza per me è The Lord of the Rings, io che ho vissuto quel periodo di scontro cinematografico Il Signore degli anelli vs Harry Potter schierandomi dalla parte di Frodo e Gran Burrone schifando il mago di Hogwarts, io che ho messo momentaneamente da parte Gandalf e Legolas per aprire il cuore a Tyrion Lannister e Robert Baratheon, io che arrivata all’ età di tremh, ok.. che fino a qualche giorno fa avevo il primato di non conoscere nulla della saga di J. K. Rowling e avevo giurato che mai avrei letto o guardato quella che consideravo una storiella per bambini che nulla capivano di genere fantasy .. HO CEDUTO! Sarà stata colpa di George R.R. Martin che tarda a darci un finale di Game of Thrones degno della serie TV, sarà che il mio ultimo viaggio in Irlanda mi ha influenzato così tanto che sono partita convinta di trovare solo gadget del Trono di Spade (sapendo che la serie televisiva è stata girata in parte a Belfast) e invece mi sono ritrovata Harry Potter ovunque: magliette, calzini e mutande.

tumblr_ns24us7FQC1tsd3m1o1_250Si, questi sono inutili tentativi di giustificazione pur di non ammettere che non sono riuscita a tener fede alle mie promesse, perchè ahimè questo non è l’ unica mia sconfitta, avevo infatti giurato che non avrei mai letto un libro su un supporto digitale (ebook) che mai avrei tradito il profumo della carta, la bellezza delle copertine colorate, l’ attenzione quasi maniacale a non piegare i bordi delle pagine e invece sono stata proprio io a chiedere come regalo di natale un Kindle di Amazon (ovviamente color arancione) e ovviamente quale libro digitale comprare per primo se non proprio il libro odiato(?)!

Era veramente un vanto per me non aver mai letto un libro tanto comune e da profana (o meglio da babbana) vi chiedo di commentare il mio articolo spiegandomi il perché del cambio di traduzione di alcuni nomi. Perché una persona che già parte con mille pregiudizi deve confondersi ancora di più le idee con Tassorosso che diventa Tassofrasso e così altri nomi importanti.

Ovviamente non ho immaginato i protagonisti con il volto degli attori e devo dire che questa cosa ha salvato la mia lettura, lasciatemelo dire, ma il mio Harry era molto più figo rispetto al film, ohh! Ho amato i personaggi di Rubeus Hagrid, dolce, grosso e tanto ingenuo e di Hermione Granger, teneramente antipatica mai quanto Harry Potter con la sua aria da primo della classe, perfetto in tutto. Mi è piaciuto lo stile semplice e veloce della narrazione, bella l’ atmosfera e i riferimenti alla magia, ai maghi e alle streghe. Mi ha sorpresa la descrizione dettagliata del gioco del Quidditch, le sue regole, i giocatori e il campo da gioco, mi sono commossa per i maglioni Weasley e le riflessioni profonde sulla Morte, l’ Amore e l’ Amicizia.. bellissima la frase che il Preside Albus Silente rivolge a Neville Longbottom: “Affrontare i nemici richiede notevole ardimento. Ma altrettanto ne occorre per affrontare gli amici”.  Sicuramente non mi aspettavo di arrivare fino alla fine e sicuramente non è un libro che consiglio ai miei coetanei, perchè leggerlo con 20 anni di ritardo fa perdere tutta la magia e la profondità del messaggio che si trova tra le pagine e gli animi dei personaggi.

Non so ancora se continuare o fermarmi, mai se mai dovessi prendere il secondo volume digitale sarà solo per la gioia di vedere i Corvonero sollevare al cielo la Coppa delle Case.

ci spero eh, niente spoiler.. Buonanotte*

Libri, Commessi e Librai

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Avevo già scritto un po’ di tempo fa sull’ unica libreria presente della mia città, lo lascio in fondo all’ articolo.

Oggi, per una persona che vuole avvicinarsi al mondo della lettura, quanto sono d’ aiuto le librerie moderne? Forse la colpa è degli editori e degli autori, visto che tutti possiamo pubblicare un libro e abbandonarlo in libreria, troppe novità che mettono in disparte i vecchi classici, quelli che tutti dovremmo conoscere. Forse il vero motivo è che non esiste più la figura del libraio, il vero appassionato di libri, colui che conosceva tutti i titoli presenti nella sua piccola libreria, senza l’ aiuto del pc, ed era anche in grado di dare ottimi consigli. Mi è capitato di ritrovare queste tipiche “vecchie” librerie a Palermo e a Londra. Sono piccoli spazi stracolmi di mensole e libri, vecchi e nuovi, pile ordinate e sistemate in contenitori di legno quando alle pareti non c’ è più posto per loro, ad accoglierti un tempo c’ era un allegro signore di mezza età o la classica signora sorridente e rassicurante. Non si entrava in libreria solo se si doveva acquistare un libro, si passava dalla libreria e si potevano trascorrere le ore in tranquillità, senza la paura di leggere qualche pagina per poi non comprare nulla e cosa più importante non esistevano gli sguardi diffidenti. Se chiedevi un titolo sbagliato, il libraio non andava nel panico cercando disperatamente una voce su uno schermo, per poi liquidarti con un: “non esiste, mi dispiace” ..  il libraio ci arrivava, perché i libri erano la sua quotidianità e se non c’ era il titolo chiesto, beh di sicuro sapeva consigliarti altro.

Non è una critica nei confronti dei moderni “commessi librai”, ma la differenza ahimè c’ è e si nota! Oggi le librerie sono sempre più grandi perché dentro non ci trovi solo i classici e le immense nuove proposte delle case editrici indipendenti, ci trovi anche giochi, dischi, oggetti, cancelleria, accessori, abbigliamento e il commesso libraio non può, per ovvie ragioni, stare dietro a tutto questo. Le vetrine sono piene di titoli nuovi facendo una netta divisione tra il vecchio e il nuovo, i vecchi romanzi sono visti come imposizioni scolastiche fuori moda, anche se spesso ci ritroviamo i social network pieni di citazioni di libri importanti, ma che non sono mai stati letti. C’ è tanta gente competente, che nonostante la frenesia dell’ immensa libreria riesce a dedicarti del tempo, c’ è chi ti indica a stento la sezione dove poter trovare il genere che ci interessa, c’ è anche chi ha bisogno di titolo/autore/casa editrice/anno di pubblicazione perché senza l’ aiuto di dati sicuri e di un pc non riesce ad esserti d’ aiuto e quando finalmente lo trova ci sono tanti autori con quel nome e una marea di case editrici diverse… panico!!! C’ è chi tenta più volte di cercare quel libro tanto desiderato e dopo averlo prenotato senza successo si affida alla tecnologia, al nuovo modo di leggere i libri: il supporto digitale, perché lì i libri non sono di carta, non hanno il profumo di nuovo, ma ci sono sempre e basta un clic per cominciare a leggere. Per chi si avvicina da poco alla lettura forse è il metodo meno traumatico, perché non si è assaliti dalla vastità di volumi per lo più sconosciuti, perché entrare in libreria per l’ ennesima volta e uscire a mani vuote non si ha voglia.

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E’ da ieri mattina che mi passa nella mente l’ immagine della vecchia libreria della mia città: la vecchia Mobilio, situata dall’ altra parte della strada rispetto a dove oggi si trova la “piccola” in Mondadori. Forse è in quella libreria che ho capito il senso della letteratura per ragazzi. Ci passavo minuti interminabili lì dentro, grazie ai miei genitori che mi hanno trasmesso l’ amore per i libri, mi ci portavano spesso e anche se non acquistavo nulla, entravo e uscivo da quella libreria contenta, soddisfatta. Tutte le volte.
Ricordo questo posto per me immenso, su due piani, tutto in legno e con luci basse. Entrando, oltre il bancone, al centro, c’ era quello che io bambina vedevo come un tavolo, lungo lungo e ricoperto di libri. Su invece, al secondo piano, erano sistemati in penombra i libri “per adulti”, no.. nulla di sconvolgente, erano i classici, quelli impegnativi, i libri seri. E poi c’ era l’ ultima stanza in fondo, diversa dalle altre due, qui le luci non erano soffuse, come a volersi staccare da quel mondo tanto serio e tutto uguale, era la stanza dei libri per ragazzi! Colori allegri, copertine colorate, era l’ ultima stanza, ma in un certo senso era come se fosse la prima, tutto cominciava da lì.
In quella libreria diventai grande anch’ io, per fortuna, prima della sua chiusura, feci anch’ io le scale di legno che portavano al mondo degli adulti, che delusione, non era nulla di straordinario, ma la stanza dei colori, ancora adesso, nei miei ricordi, ha tutto un altro valore!

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