Tag: Happy Birthday

Happy Birthday Mandarinella

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E’ arrivato il momento di parlare dei compleanni, non dei traguardi raggiunti, delle varie differenze tra i 20 e i 30 o di quanto sia bello essere donna… NO, affrontiamo il singolo giorno in cui compiamo gli anni. Non ho mai festeggiato un compleanno o meglio, non ho mai organizzato una festa, non ho mai scelto locali, vestiti, gente da invitare, musica da mettere per far ballare i miei ospiti, ci hanno sempre pensato gli altri o meglio la mia famiglia! Non hanno mai fatto le cose in grande, ma tutte le volte che hanno organizzato qualcosa per me sono mi hanno resa felice.

18 anni. Oggi si scelgono location di lusso (ma anche ai miei tempi) vestiti lunghi, scenografie a tema, acconciature e filmini prefesta in posa sulla riva del mare. Io ho scelto casa mia, per l’ occasione indossavo un’ orrenda gonna lunga color beige e una maglietta che spero un giorno di dimenticare, mio cugino più grande era addetto alle foto, mia madre alle bibite e all’ anguria, le mie cugine a tirarmi su il morale e tutti gli altri a prendere il fresco sul balcone.

20 anni. Gli amici. Io al contrari mangiavo pollo alla diavola a mare, sempre con la mia famiglia. Ricordo questo tavolo lunghissimo e il caldo in quella casa troppo piccola, le teglie piene di cibo che ci passavamo e la torta gelato senza le candeline, che da lì in poi non avrei più utilizzato, fino ai..

30 anni. Due feste. Si perché i 30 sono importanti ed è giusto festeggiare in modo spensierato con gli amici, ovviamente a mia insaputa e infatti il giorno dopo non potevo di certo rompere la tradizione: festa con la mia famiglia!!!

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Regalo di Sabrina Moon del mio cuore!

Se c’ è una cosa in cui siamo veramente bravi in famiglia è organizzare feste, ci impegniamo sul serio e ci divertiamo quando lo facciamo. Adoro i compleanni “degli altri” adoro scegliere i regali per gli altri, adoro immaginare la gioia di chi li riceverà. Al contrario i miei compleanni non li amo così tanto, da bambina è tutto più bello perché sei la protagonista della giornata, ti senti importante, le attenzioni sono tutte su di te e ogni anno che passa è bello perché quello che verrà sarà ancora spensierato. Anche i regali da bambini sono più divertenti, poi man mano che cresci capisci che non è poi così positivo essere tanto emozionati, se ci pensi bene è un altro anno che se ne va, si passa dallo: “stai crescendo, sarai libera, felice, indipendente, tutto sarà bello” allo: “stai invecchiando e nulla sarà più come prima”. Se prima aspettavi con ansia i messaggi di auguri, (su, quanti di voi attendevano la mezzanotte, impazienti di ricevere i primi sms!!!) oggi invece eliminiamo ogni traccia, ogni prova che possa condurre la gente a capire che oggi è il nostro compleanno.

Si, ok oggi si celebra la vita, ma vaglielo a dire a una sociopatica ermetica che ha sempre pianto nel giorno del suo compleanno. Piango perché sono triste, piango perché è l’ unico giorno nonostante tutto in cui mi sento veramente sola, il giorno in cui si hanno troppe aspettative per una giornata che alla fine sarà come tutte le altre o forse più cattiva delle altre, perché anche se non vuoi, ti costringe a fare un bilancio. E se qualcosa accade veramente, mi sorprendo, piango, perché non sono così malvagia e arida come la maggior parte pensa! Di certo non aspetto più i messaggi a mezzanotte e ho tolto anche la data di nascita dai social, non per lo stupido timore a far conoscere la mia età, chissenefrega dell’ età biologica io di anni me ne sento 20 dentro e fuori, ma così ho una buona scusa per non farli, una stupida punizione da infliggere a chi non si è ricordato e nonostante io abbia a che fare con siti e social, se c’ è una cosa che continuerò a fare è segnare su un’ agenda le date importanti, delle persone speciali, senza bisogno che qualcuno lo ricordi per me o forse sono consapevole che nonostante la notifica a pochi importerebbe veramente della mia giornata speciale o se lo fanno è perchè sono obbligati, perché è il social che lo dice, assistendo così a tutti quegli auguri privi di sentimento:

c’ è l’ espansivo (ma solo virtuale): Tanti auguri + tanti cuori

c’ è quello espansivo (ma tirato): Auguroni

c’ è quello che te li fa, ma ti fa capire che per lui è un sacrificio: Auguri!

c’ è quello nerd: *Immagine di torta* / *Immagine di fiore*

c’ è il nostalgico: *foto di qualche tempo fa*

e poi ci sono quelli che ti sorprendono, quelli che ti fanno scoppiare il cuore di gioia e che nonostante odi il giorno del tuo compleanno riescono a renderlo speciale.. ovviamente anche grazie alla famiglia!!!

Happy Birthday Eris

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Non sapevo come “festeggiare” il primo anno di Eris, ci penso da stamattina, poi mi sono ricordata che tempo fa ho letto un articolo sul web, la tipa che lo firmava, espertissima, suggeriva di raccontare aneddoti divertenti accaduti durante la scrittura per catturare l’ attenzione dei lettori. Ottimo risultato assicurava, ma non aveva fatto i conti con me: “divertente” e “simpatico” mal si abbinano alla mia persona e ovviamente, anche per quanto riguarda la stesura del mio libro si è scatenata l’ apocalisse.

Come nelle migliori tragedie greche è successo di tutto dagli abbandoni alle liti, urla, rifiuti, attese, pestilenze, morte e siccità, ma.. chi ha sofferto più di tutti è stato Ernestino Jr. il mio Acer di 3 anni, con un pacchetto Microsoft Office craccato e scaduto da un po’. Il problema non è stato scrivere, gli inchiostrodipendenti preferiscono carta e penna, ma gli editori ormai alla parola “manoscritto” ti guardano malissimo e quindi bisogna riscrivere tutto; ricopiare i pensieri; vergognarti di averlo fatto; digitare su quei maledetti tasti sporchi di smalto, caffè e gelato; virus che prendono di mira il povero Ernestino senza neanche un collegamento a internet, colpirlo ripetutamente nella speranza di poterlo sottrarre alla morte; chiudere il documento senza salvare; perdere sonno e ogni entusiasmo.

Chi ha letto il m1425663305374io racconto sa che preferisco scrivere per chi ha voglia di leggere, ma che non trova il tempo per farlo, ed è per questo che i miei racconti sono sempre brevi, semplici, leggeri.. i bravi lettori hanno dalla loro bravi scrittori, quindi non prendiamoci meriti che non abbiamo. A proposito di mitologia, il primo libro che capitò nelle mie mani, da bambina, fu un dizionario di mitologia, comprato da mio papà, non ero esperta di libri, ma avevo già imparato a memoria la maggior parte dei nomi delle divinità e degli eroi greci. Il primo uomo, maschio, che amai follemente fu Bekim Fehmiu, attore albanese, che interpretò Ulisse nel famoso sceneggiato rai, anche questo guardai con mio padre e sempre con lui andai al cinema a vedere Troy, uscendo da lì pensai che se Petersen era riuscito a portare sul grande schermo quel falso fatto male, forse anch’ io avrei potuto scrivere di mitologia. Nella premessa del mio libro ho spiegato perché mi sono schierata dalla parte di Eris, per tutta quella gente che si crede perfetta, ma che perfetta non è. Perché non è giusto giudicare qualcuno per il suo aspetto o per come si rapporta con gli altri. Perché non possiamo farci un’ idea di una persona e rimanere stabili su quella, giudicarla, senza capire le ragioni che l’ hanno portata ad essere in un determinato modo. Io poi ho sempre tifato per il cattivo: nella letteratura, nei cartoni animati Disney, nelle fiabe, perché è sempre quello che ha sofferto di più, il più insicuro, il più debole.

So bene che un giorno ad attendermi dall’ altra parte ci saranno Omero, Esiodo, Ovidio e forse dovrei portare qualche moneta in più se voglio farmi salvare il sedere da Caronte, però in vita mi sono portata avanti, chiedendo aiuto a qualcuno valido che con le sue parole, nella prefazione, potesse in un certo modo mettere una buona parola per me,
con voi che lo leggerete e con loro che mi aspetteranno incazzati abbestia. A dire la verità speravo mi dicesse di lasciar perdere perché pensavo che questa mia idea di mettere a nudo le debolezze degli dei, le loro paure, i tradimenti, non venisse capita del tutto.. come anche il difetto di pronuncia di Eris, volevo renderla imperfetta nel corpo, ma più la immaginavo più la vedevo stupenda nella sua macilenza. In pochi hanno visto questo suo lato voluttuoso, ben nascosto dai veli neri. Poi è arrivato Febbraio ed è successo che improvvisamente mi sono sentita sola, era in stampa, la divinità che per tanto tempo era stata con me che mi ha aiutata a crescere, a diventare donna, che mi ha dato la forza di saper dire di NO, di farmi valere, di capire chi veramente aveva bisogno di me, improvvisamente mi stava abbandonando per farsi conoscere da altra gente che spero possano amarla come l’ amo io.

Ps. Per quanto riguarda Ernestino Jr. ha subito una piccola operazione che ha messo insieme i pezzi distrutti, ora sembra stare meglio!

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SINOSSI

« Il racconto è ambientato sul monte Olimpo. La voce narrante è quella di Eris, la dea della discordia, con un fastidioso ma simpatico difetto di pronuncia,  presenta le divinità e gli eroi ed essi legati, mettendo a nudo le loro debolezze. Il suo intento è  quello di evidenziare le loro paure, le loro debolezze, i tradimenti, gli abbandoni, le sconfitte. Il racconto si divide in tre parti, tre sono i giorni che il lettore ha a disposizione per immergersi nel mondo degli eroi e del mito, in un racconto dietro l’ altro.»

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