Tag: Londra

Mind the gap!

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1450362418665Quanti di voi hanno sentito questa frase? Sicuramente tutti la conoscerete, una delle attrazioni più famose di Londra, senza nominarle tutte, è la voce registrata che avvisa i passeggeri della Metropolitana di fare attenzione al vuoto tra la piattaforma e i binari: “Mind the gap between the train and the platform”!!! ripetono gli altoparlanti appena si aprono le porte dei treni. E’ un avviso che viene ripetuto continuamente dal 1969 ed è diventata quasi con certezza la voce più conosciuta di tutta Londra, uno slogan, un simbolo che si trova anche sulle tshirt, sulle cartoline e sui gadget in giro per la città. A registrare questo avviso fu qualche anno fa Philip Sayer, presentatore della BBC, con la sua voce perfettamente inglese, pacata e molto elegante.

Ricordo di aver ironizzato la prima volta, quando a causa del mio pessimo inglese ho chiesto se dovessimo fare “attenzione ai gatti” perdonatemi, ma il suono era più o meno quello (ero ironica).  A Bow Road era l’ avviso che apriva e chiudeva la mie giornate e lì devo dire che più che vuoto tra treno e banchina c’ è proprio un abisso, un annuncio utile oltre che un segno di riconoscimento e oggi che Philip Sayer per colpa di un brutto male non c’ più, forse quell’ avviso avrà ancora più valore e diventerà l’ unico vero simbolo della Tube.

Ho rivisto Paddington.

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Londra, Natale del ’56. In un negozio della stazione di Paddington, il cameraman della BBC, Michael Bond, nota su uno scaffale un orsacchiotto di pezza e il 13 ottobre 1958 viene pubblicato il primo libro: “A Bear Called Paddington” il protagonista che ha ispirato Bond è proprio un orso con montgomery blu, cappellaccio rosso e una passione per i panini con la marmellata di arance.

1450303177861Paddington vive in Perú, con gli zii Lucy e Pastuso, tra immense distese di alberi di arance e il sogno di visitare Londra. Dopo un forte terremoto che distruggerà la loro casa viene nascosto dalla zia su una scialuppa di salvataggio di una nave in direzione della tanto amata capitale inglese. Arriva nella stazione di Paddington, con una valigia di cartone, un cappello rosso (dono di un esploratore) un panino con la marmellata nascosto all’ interno e un’etichetta al collo con la scritta “Per favore prendetevi cura di questo orso. Grazie”. L’ espressione spaesata, simile alla mia quando arrivai a Londra la prima volta, devo dire che il nostro arrivo fu molto simile, capitò anche a me di rimanere ferma imbambolata sui gradini della metro mentre tutti camminavano frenetici (ne parlo qui).

Incontra il signore e la signora Brown e come é narrato nei racconti: “fu così che sie è trovato ad avere un nome decisamente insolito per un orso, perchè Paddington era il nome della stazione”.

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Londra 2014

E’ impossibile resistere al fascino dell’ orsetto e alle sue avventure, il suo essere estremamente educato, rispettoso, tenero. Tanti sono i temi trattati: la diversità, l’ abbandono, la solitudine, la famiglia che nonostante tutto rimane il porto sicuro. Adoro inoltre  il suo essere eccessivamente maldestro, in grado di causare danni anche con un pezzettino di scotch.

Ho pianto dalla prima all’ ultima scena, complice la nostalgia nel rivedere i posti piú belli di Londra, da quelli più famosi ai negozietti di antiquariato di Portobello. Mi sono divertita quasi come nel vedere Mary Poppins e in effetti il Signor Brown è molto simile a Mr. Banks, con il suo carattere apparentemente duro e burbero e la Signora Brown ricorda proprio Mary Poppins, almeno nell’ abbigliamento e nel suo essere “strana”. Windsor Gardens 32 é il Viale dei Ciliegi 17, ma questa é la magia dei racconti per ragazzi. Un film che vi consiglio di vedere con tutta la famiglia o di leggere i racconti che rimangono attuali e che con semplicità e dolcezza ci aiutano a vivere in modo più sereno.

La bambina e il Big Ben (dicembre 2014)

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Ho sempre odiato gli inglesi, li consideravo freddi, insensibili e lamentosi. Luoghi comuni, è come dire: Italiano pizza e Berlusconi. Sono partita con l’ idea di visitare solo una città d’ Arte fantastica e infatti nella mia agendina di viaggio la metà delle pagine contenevano solo indirizzi di musei e gallerie.

  • Il primo ostacolo: spiegare a mia madre che il mio era un viaggio di scoperta non di trasferimento.
  • Il secondo ostacolo: la lingua. Sono partita con una sola parola nel vocabolario: beer!!!
  • Il terzo ostacolo: paura di volare. Vedere l’ aereo in pista così immenso mi ha rassicurata, ma poi entrando e rendendomi conto del poco spazio è cominciata la tragedia. E’ vero quando dicono che decollo e atterraggio non sono così spaventosi, il problema è quella sorta di allineamento traballante dopo il decollo, e già che mi ero informata su youtube dei possibili disastri: precipitazioni, ammaraggi, esplosioni, attentati, tamponamenti, sparizioni, bambini lamentosi. Devo dire che tutto questo è niente difronte all’ applauso italioto dopo l’ atterraggio, avrei preferito scaraventarmi al suolo. Una cosa positiva lo steward portoghese bello come un angelo/attore/modello/calciatore. Dicono che il pilota comunichi con i passeggeri, ma non sapevo che questo accadesse anche in volo, nell’ ansia una sola parola ho compreso: exit e già con la mano cercavo il mio giubbino di salvataggio, peccato che la mia domanda: “ma stiamo precipitando” l’ abbiano sentita anche dagli ultimi posti.
  • Il quarto ostacolo: comprendere le intenzioni di google maps. Per indicarti una posizione decide di farti fare tre volte il giro dell’ isolato, due salti su te stesso, due giravolte ed eccoti alla tua destinazione.
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    La prima sicurezza: Tube. Non c’ è nulla di più semplice e comodo che spostarsi in metro, anche queste rappresentano un’ attrazione, colorate, comode, organizzate, una diversa dall’ altra. Ho sempre incontrato gente allegra, seppur sempre di fretta, ma disponibile e con il sorriso.

  • La seconda sicurezza: Gli inglesi sono simpatici e accoglienti. Entrati in un pub siamo stati accolti da due sobri(?) personaggi, padre e figlio, non ho mai ricevuto così tanti complimenti, c’ è scappato anche un baciamano, veri gentlemen, quasi credibili se non fosse per il cappello di uno di loro con orecchie di orso.
  • La terza sicurezza: la bombetta. Visitare Londra con il classico bowler hat ha tutto un altro sapore! Mi ero attrezzata così per andare da Betta, non volevo sfigurare, ma devo dire che la sua dimora mi ha delusa, un po’ “spoglia”, per fortuna mi hanno tirata su Sherlock Holmes e i Beatles “sciloviuieieie” .. baker street, ailoviù. Il cuore però è rimasto da Madame Tussauds, nel vero senso della parola, nel percorso dell’ orrore, lì ho pronunciato la mia prima parola in pseudoinglese: “please, qualcuno passi davanti ca moru”!!! E Pur di non fare la solita foto con in lontananza le Tower Bridge ho preferito passarci direttamente sopra raccogliendo TUTTO il gelo del Tamigi. Il pollo gli inglesi lo sanno cucinare a furia di prepararlo mattina, mezzogiorno e sera OGNISANTOGIORNO sono diventati espertissimi, la colazione dovrebbe entrare di diritto tra le meraviglie del mondo e se volete sentirvi inglesi al 100% ordinate una birra alle 9 del mattino.. ah, anche la vodka alle 3 del pomeriggio è perfetta, ma solo se dopo vi spetta una lunga camminata tra Piccadilly e Oxford Circus, parchi vari che sembrano non finire mai, Primark e Boots; ah un consiglio, non fate come me che ho desiderato trascorrere le ore nel British Museum da vera intellettuale e invece l’ ho fatto con una busta di plastica di una parafarmacia da very tamarra!
  • La quarta sicurezza: Bow Road. La zona più bella, tra musulmani e hindu, pakistani, indiani e un forte odore di spezie e cipolla per le strade, è il posto che più ho apprezzato, il vero esempio che non bisogna mai fermarsi alle apparenze. Ma la cosa che più mi ha dato sicurezza è stata la Clock Tower, più di 96 metri di altezza, uscita dalla metro il Big Ben è lì ad aspettarti, imponente, maestoso, rassicurante e accogliente. Il benvenuto più bello che potessi ricevere.

E rientro a casa con un’ altra opinione di Londra, ma una certezza ancora rimane: qualcuno mi spieghi l’ utilità dei mignolini dei piedi!!!

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