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Chi ha paura dell’ usato?

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Sempre più persone oggi acquistano nei mercatini o negozi dell’ usato, grazie anche alle numerose app come Depop, Shpock o siti come Ebay che hanno condizionato la moda del riuso e non solo del risparmio. Quando si parla di negozi dell’usato non bisogna immaginare grandi centri della beneficenza con materiale ammassato sepolto da polvere, bensì veri e propri negozi puliti, outlet dove l’abbigliamento viene accettato solo se in perfetto stato, subito dopo lavato e stirato, dov’ è possibile trovare dischi, dvd, libri e fumetti perfettamente conservati, elettrodomestici funzionanti e se si ha un po’ di fortuna anche pezzi unici e d’ epoca.

Ho acquistato la prima volta in un mercatino a Londra, una realtà completamente diversa, si possono trovare pezzi rari e alternativi. In Svizzera invece sono completamente integrati nel tessuto sociale: Brockenhaus gestite da organizzazioni che ricevono prodotti usati gratuitamente dai cittadini e offrono posti di lavoro per le persone con disabilità, cosa che non accade ancora in Italia dove vi è sempre un guadagno nel disfarsi di qualcosa che non si usa più.

Nel nostro Paese i mercatini sono di due tipi:  le imprese, un normale esercizio commerciale e le cooperative sociali, associazioni di volontariato con lo scopo di creare un’entrata economica per beneficenza, una bellissima realtà questa, ma bisogna sempre ricordare che si parla di usato e i prezzi non dovrebbero mai essere paragonati ad un outlet non di seconda mano. C’ è chi disprezza l’idea di indossare vestiti usati da altri e c’ è chi come me ama il vintage e vestirebbe solo con abbigliamento retro, ma come non temere la paura dell’usato?

Ecco 5 punti per superare la fobia:

  1. In un negozio dell’usato si trova solo il meglio delle mode passate e si sa, le mode ritornano.
  2. Si ha a che fare con pezzi attentamente selezionati, spesso di marca e quindi di qualità.
  3. Varcando la porta è come fare un viaggio nel passato, fra le varie epoche e mode, un po’ come aprire un forziere o una vecchia cassa abbandonata in soffitta.
  4. Ogni oggetto, ogni abito ha una storia, ha vissuto un’avventura e grazie a te può ancora continuare a vivere.
  5. L’ usato può salvare l’ambiente, il riutilizzo è la miglior forma di riciclaggio.

Girlboss – Netflix

 

Sarà l’età, ma a questa moda in serie e usa e getta, non è adatta al mio fisico, ai negozi tutti uguali preferisco perdermi tra una gonna scampanata degli anni ’60, occhialoni vintage e borsette di epoche passate.  E tu, li temi o come me punti ad essere una Girl Boss?

Geek, Hipster e Nerd le nuove tipologie del maschio moderno

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Avete mai sentito pronunciare queste tre parole? Ultimamente sono entrate a far parte del nostro linguaggio grazie a film, serie tv e soprattutto ai social. Sono le tre nuove tipologie dell’ uomo moderno (e perché no anche della donna) termini che ancora difficilmente si trovano su un comune dizionario. Io personalmente sono schierata dalla parte degli hipster, ma solo perché le altre categorie sono troppo convenzionali o mainstream” come direbbero appunto gli hipster quelli veri, non gli amanti del risvoltino, mocassino senza calza e canotta aderente, quelli sono tutto un’ altra cosa!!! E poi volete mettere quell’ effetto: trascurato/trasandato?

Soffermiamoci quindi sulle tre categorie più famose del momento:

bu-T87q1I Geek: “Nel gergo di Internet, persona che possiede un estremo interesse e una spiccata inclinazione per le nuove tecnologie” (fonte web) ma non è un vero è proprio genio informatico, direi più un asociale amante di tutto ciò che è tecnologico, illuso di essere social, ha solo un problema: se l’ argomento fa parte delle sue passioni allora non smette di parlare, raccontare, informare.. passioni che possono essere: il cinema, ma solo film di tendenza; i gadget tecnologici; i videogiochi; i fumetti e il computer. Non segue la moda, non da molto peso al suo abbigliamento, né all’ aspetto fisico, non si preoccupa di qualche peletto antiestetico sul volto, utilizza t-shirt con richiami a film, anime, serie tv e fumetti. Il più delle volte è uno sviluppatore di videogiochi, se proprio vi va male troverete quello che non è in grado di aggiornare neanche word.

L’Hipster (il mio preferito): “Negli Stati Uniti, tra gli anni Quaranta e Cinquanta del sec. XX un appassionato di jazz, specialmente di bebop, insofferente del conformismo sociale e dedito a uno stile di vita fondato sulla libertà delle scelte e sulla riscoperta dell’interiorità individuale”. (fonte web)

Immagini pese dal web

Immagini prese dal web

L’ hipster è un uomo libero, vive in modo libero e trasandato, seguendo tutte le forme di cultura alternativa, esprimendo la propria insofferenza verso le regole, ha una passione per tutto ciò che va controcorrente. E’ un esteta snob, bohémien, amante della musica indie. Come il Geek non da’ peso alla moda, ma sceglie con cura vecchi vestiti, vintage autentici, gilet e camicie larghe, anche i suoi capelli non sono molto curati: spettinati, ribelli e maltagliati. Importanti sono gli accessori: bretelle, cappelli, occhiali. Ama i tatuaggi grandi, colorati e cosa più importante prendersi cura della sua BARBA, lunga, a proteggere il l’ animo fragile. L’ Hipster ha sempre ragione o almeno fateglielo credere. Norman Mailers li definì “white negro”, perché altro non erano che bianchi benestanti amanti della cultura dei neri. Non fatevi ingannare dal risvoltino, anche James Dean lo portava, un solo risvolto è hipster, più di uno è truzzo in stile ‘O Principe in Gomorra.

Il Nerd: Brutto, magro e brufoloso, compensa il suo essere insignificante con un’ intelligenza fuori dal comune. E’ il tipico secchione sfigato nascosto dai suoi spessi occhiali neri. Non conosce sport o forme di socializzazione, la sua unica passione sono i libri, soprattutto di informatica e la tecnologia. Il Nerd a differenza del Geek non parla delle sue passioni che spesso sono calcoli matematici o fisici. E’ quasi sempre un ingegnere informatico o un programmatore, molto simile al Geek anche nell’ abbigliamento, ma questo non lo noterete mai, difficilmente vi darà modo di farsi conoscere e apprezzare.

E voi quale di queste figure moderne preferite?

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imagesCurve abbondanti, ma non troppo, profonde scollature, fianchi generosi e occhi da gatta! Queste erano le Pin Up, dive che intorno agli anni ’50 hanno definito lo stile di bellezza nel mondo. Rita Hayworth, Marilyn Monroe, Anita Ekberg, Gina Lollobrigida, Maila Nurmi e Bettie Page questi sono solo alcuni dei nomi delle più belle pin up del dopoguerra.

Gli anni ’50 non sono solo vestiti provocanti e curve messe in mostra. Gli anni ’50 sono lo stile del buon gusto, quello stile che da qualche anno seguo e cerco di fare mio, le ampie gonne a ruota che mettono in evidenza il punto vita, vestiti colorati o dalle stampe a pois e leopardate trattenuti in vita da vistose cinture, gonne a tubino dalla vita alta, strette a fasciare le forme, abiti in tulle o dalla scollatura all’ americana, allacciati sulla nuca. La scarpe rigorosamente basse o al contrario tacchi di corda.

I Capelli il più delle volte sono avvolti in foulard o bandane colorate, abbelliti da fiocchi e vistosi fiori. Molto di moda era la pettinatura in stile Pompadour, capelli corti o raccolti schiacciandoli di lato e cotonandoli al centro, ma anche legati in alte code di cavallo o acconciati in boccoli con frangette corte e lisce. Famoso era anche lo stile marinaro, a righe bianchi e blu o quello più rockabilly.

Ma l’ accessorio che più caratterizza l’ epoca degli anni ’50 sono i famosi occhiali in stile “cat eye” ovviamente anche il make up deve riprendere lo stile cat eye, con un tratto di eyeliner nero, un rossetto rosso per labbra da ciliegia, pelle candida e tanto mascara. 

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