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“Mi sposo”!

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Qualche giorno fa leggevo il post di una delle mie blogger preferite, tema: I MATRIMONI. Come sempre ha trattato l’ argomento con tanta ironia, verità e intelligenza. Mi sono ritrovata nelle sue parole e nel suo stesso odio per questo genere di celebrazioni/festeggiamenti. Questa mattina il discorso è stato ripreso in spiaggia, mi sono ritrovata quindi ad analizzare punto per punto le tappe che portano al giorno tanto desiderato(???) immaginando un mio ipotetico matrimonio. Senza voler criticare nessuna delle mie amiche spose è solo l’ idea in se del matrimonio, sapete già come la penso, altrimenti non avrei creato i #raccontiviolenti.

Io i matrimoni li ho sempre trovati tristi, sono felice per chi si sposa, ma partecipare ad un matrimonio mi mette ansia perché quasi nessuno pensa agli sposi, c’ è tra gli invitati una gara di protagonismo nata con i social: l’ acconciatura particolare, la macchina più lucidata, il vestito più bello, mai utilizzato in altre occasioni, perché facebook lo sa, le foto con tag non mentono, non puoi mettere lo stesso vestito, non puoi avere due foto simili. Nessuno pensa a quei due poveretti costretti a stare prima seduti da soli al centro della navata, poi seduti da soli a mangiare, lontani dal resto degli invitati, costretti di tanto in tanto a passare tra i tavoli e salutare gente che si e no nella loro vita avranno visto 3 volte, chiedendosi: “ma cosa ne sanno questi della nostra storia, di quando ci siamo conosciuti, delle nostre litigate, dei nostri viaggi” e in fine spediti sempre da soli a fare le foto in riva al mare in finte pose assurde e ridicole. Esiste cosa più triste???

Tutto ha inizio con la partecipazione di nozze e noi ci sentiamo come Robb Stark in attesa di essere graziato da Walder Frey. L’ attenzione va subito alla data, ora e luogo: 14 agosto località Roccapinnuzza a 620 km di distanza, ore 16.00!!! Questo significa doversi spostare, in piena estate, prenotare volo, albergo a -3 stelle e subire vari sbalzi di temperatura nel giro di 8 ore. Si, perché per essere alle 16 in chiesa bisogna come minimo prepararsi dalle 14, uscire di casa sotto il sole cocente, con mutanda contenitiva reggipancia di due taglie in meno che a confronto la camicia, giacca e cravatta dello sposo sono freschezza e comodità.. e finire la serata con -10° e scarpe in borsa!!!

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Foto fonte Web

Superato lo shock dell’ invito, bisogna prepararsi ad affrontare quello che credo sia il vero trauma di un matrimonio: l’ addio al nubilato. Non tutte, ma molte si mettono d’ impegno nell’ organizzare la cerimonia di chiusura delle vecchie abitudini, quali guardare film e serie tv a letto spaparanzate, addormentarsi tra chili di molliche rigorosamente integrali, mangiare una scatoletta di tonno direttamente dalla lattina, lavare i piatti solo quando si è a corto di tazzine. Si riuniscono dopo vari preparativi, gasate, ovviamente tra sole donne, come se la sposa da lì a qualche giorno dovesse entrare in un’ altra dimensione, tenuta nascosta dalla vita di tutti i giorni, quindi si darà per scontato che avrà bisogno di una serie di oggetti fallici da portare con sè, dovrà senza scampo sottoporsi a giochi umilianti e urla di incoraggiamento!!! Io ne sono certa, l’ addio al nubilato è l’ invenzione di un gruppo di zitelle invidiose, le stesse che il giorno del matrimonio ti trascinano, schierandoti in fila per il famoso lancio del bouquet, spingeranno, salteranno, senza essere neanche fidanzate, loro lo vorranno a tutti i costi, perché la loro ultima speranza è tutta in quel bouquet, mentre tu lo eviterai coma l’ acqua santa sul demonio.

Ma quando si stabilisce la data del matrimonio? I più esperti dicono che per la riuscita di un buon matrimonio bisogna organizzare tutto almeno un anno prima, andiamo con ordine:

Il ciclo della sposa
Potete immaginare lo stress di una donna durante le ore che precedono il suo matrimonio, ecco.. ora provate ad immaginare una donna stressata e con il ciclo. Senza dubbio sarà lei a scegliere la data, dopo attenti calcoli matematici e lunari che ovviamente non serviranno a nulla, perché nel giro di un anno tra anticipi e ritardi arriverà puntuale il giorno del matrimonio.

Giorno o Sera
Visto che il matrimonio si svolgerà in provincia dell’ Africa, c’ è il dubbio se organizzarlo di giorno o di sera, ovviamente la scelta cadrà sul pomeriggio/sera, questo sarà una benedizione per chi ha tacchi alti e calze contenitive il 14 di agosto, ma in compenso ci saranno scene del tipo nonno in coma sul divanetto del ristorante, bambini dormienti tra sedie unite, la zia senza scarpe con occhi semichiusi a sfidare l’ abbiocco post cena.. ah si, la cena: a base di carne o a base di pesce? Il piatto appena macchiato di crema al formaggio con un calamaro annegato o una fettona di abbacchio morto nel suo grasso? La prima è très chic la seconda molto trash!!! E il ristorante? zona di mare al chiaro di luna o agriturismo immerso nel verde? In genere vince la località con maggiore quantità di insetti e zanzare.

Matrimonio tradizionale o innovativo
Si sa, lo sposo è quello che in genere si considera meno, se non fosse per gli amici e le antiche usanze barbare come il fastidioso e doloroso lancio del pacchetto di riso o il taglio della cravatta, oppure il temburellare ripetutamente il coltello contro il bicchiere. Seppur con manie di protagonismo gli invitati si soffermeranno ad osservare la sposa anche solo per la gioia di trovare qualcosa che non va.. e se non tutte sognano di indossare abiti principeschi e pomposi, si avranno spose con vestiti corti, tagli retro anni ’50 con caviglie scoperte, d’altronde se c’ è una cosa che Enzo Miccio ci ha insegnato è che per la buona riuscita di un matrimonio serve un bel tema: vintage, storico, cinematografico, geografico, artistico e non c’ è cosa più bella che immedesimarsi completamente nel tema scelto, che a mio parere è sempre meglio di fuochi d’ artificio, nido distrutto di tonno su salsa caramellata, riso e petali di rosa. E’ proprio questa la parte più bella e divertente di un matrimonio, organizzare qualcosa per far divertire e sorprendere i propri ospiti, almeno così il momento dei “saluti & busta” sarà meno traumatico. Ed è qui che sorge il dilemma: bisogna farlo capire che si ha bisogno di soldi o durante la messa è meglio pregare che nessuno si presenti con vassoi e cornici d’ argento?

Io sono molto lontana all’ idea di matrimonio, ma una cosa ve la prometto, non sarà in estate e non sarà tradizionale perché ho sempre preferito un giubbino di pelle su abito bianco che fiori tra i capelli!!!

Tu ci vai al cinema?

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Come puó un film simpatico ma leggero (Quo vado o Vacanze ai Caraibi) distruggere ai botteghini film piú “impegnativi” (Star Wars o The Hateful Eight)???

In soli due giorni gli incassi sono saliti alle stelle, io stessa sono andata a vedere Zalone, perché si, mi fa ridere con le sue solite battute che ormai tutti prevediamo, ma che trovo siano superiori alle battute da cinepanettoni! Cerco di dare fiducia ai film italiani: TUTTI, delle volte esco dalla sala delusa, altre invece sono fiera di aver contribuito ad aiutare la produzione del cinema italiano come quando ho scoperto la bravura del regista/ attore Edoardo Leo, un Artista giovane e con molto talento.

vintage-archive-cinema-4-seaterFacendo la fila per acquistare il biglietto per Il Piccolo Principe. Ho riflettuto sulla qualità del cinema in Italia, voglio difendere il QI degli italiani, perché penso che non amino solo la leggerezza dei film di Zalone o Albanese e Siani, questi film sono necessari, é normale che vengano prodotti, penso che a modo loro trasmettano un messaggio, come accadeva per i primi film di Fantozzi o Verdone SENZA VOLERLI PARAGONARE ai film di oggi!!!! Non é normale invece che in Italia si vada al cinema solo per vedere questo genere di film.

Altra riflessione, ormai mi avvicino alla cassa. La gente dietro spinge: i cinema vengono presi d’ assalto solo nel periodo di Natale, come se ci fosse una tradizione che impone di andare al cinema con tutta la famiglia solo durante le feste natalizie. Abbiamo atteso Star Wars con trepidante emozione eppure, almeno dalle mie parti, le sale non erano cosí piene come in questi giorni: biglietti esauriti in pochi minuti, file di ore per accaparrarsi un biglietto per l ultimo spettacolo. Se ci fosse questa affluenza durante tutto l’ anno il cinema in Italia sarebbe salvo!!! e invece no, é in piena crisi perché preferiamo scaricare sul pc i film fatti bene e andare al cinema a vedere un Checco Zalone. In fondo il costo del biglietto é sempre lo stesso, perché allora privarsi durante l’ anno per poi prenderlo d’ assalto a Natale?

Prendo finalmente i miei biglietti. In fondo io sto andando a guardare un film d’ animazione, anche se quel libro (da cui é tratto il film) é stato una guida nella mia vita, ed é durante il film che ho trovato la risposta: la gente va al cinema perché é natale, perché a natale puoi.. comprare il secchio dei popcorn al burro o al caramello, bere le bevande zuccherate durante la proiezione.. tutto questo solo a Natale, poi durante l’ anno torna ad essere una cosa quasi per pochi.

Calabria chiama Campania: help cenone di Natale!!!! i miei auguri per Napoli Tà-Ttà

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Se penso al Natale in Calabria, la prima immagine è quella di un’ immensa tavolata o più tavoli uniti tra di loro, tutta apparecchiata di bianco e rosso, l’ immagine successiva sono i parenti, tanti parenti, perché amati o odiati che siano il cenone di natale è l’ unico momento in grado di riunire tutti e l’ organizzazione della serata sembra far andare tutti d’accordo… almeno all’ inizio!!!

8 Dicembre. La data che da’ l’ inizio alle festività con la preparazione dell’ albero di natale, il calore natalizio irrompe nelle case con un po’ di quella sana competizione tra parenti, amici e soprattutto vicinato, a decretare quale sia l’ albero meglio addobbato e soprattutto il presepe più completo! Eh si, quella del presepe è una vera e propria sfida di arredamento e scenografia: c’ è chi apre per una volta all’ anno le porte del salone di casa ancora con i divani incellofanati per esporre chilometri di pastori e rappresentazioni di tutti i mestieri dell’ epoca; chi si ingegna a metterli in movimento, pozzi meccanici, laghetti artificiali, specchi nascosti tra le montagne di carta per dare l’ idea del movimento; poi ci sono gli artisti che allestiscono il proprio presepe nei posti più impensabili, all’ interno di un portapane, nel camino inutilizzato, nel tronco scavato di un albero; o quelli più frettolosi e noncuranti di lasciare i pastori in un angolo per terra sotto l’albero di natale. I preparativi e l’ euforia non sono mai cambiati, ma oggi che guardo il Natale con occhi da adulta mi rendo conto che non c’ è più il sapore di un tempo, quando da ragazzina aspettavo con ansia questa festa, sia per la gioia dei regali che per tutte quelle tradizioni speciali che da un po’ di tempo non rivivo più. Il Natale per me è profumo di cannella, vino cotto, cioccolato, canditi, patate e acciughe, di farina sparsa nei cestini di vimini dove mia nonna sistemava le cururicchie e le zeppole, dolci fritti di patate che potevano essere preparate anche con l’ uvetta o le sarde. Natale è rinchiuso in quei panzerotti fatti con i ceci, le mandorle, i pinoli, le nocciole, il cioccolato, il vino cotto, il miele, la buccia del mandarino, un pizzico di caffè, cannella e chiodi di garofano… si, tutto all’ interno di un unico dolce chiamato Fraguni (Fjiaguni) e fritto in tanto olio e poi ricoperto di zucchero! Ma tenevi forte, perché per la tradizione calabrese per la notte di Natale vuole 13 portate sulla tavola, basate su quelli che un tempo erano definiti “alimenti poveri” e ovviamente niente carne, con il parroco del paese costretto ormai ad anticipare la funzione per paura di ritrovarsi solo in chiesa.

24 Dicembre. Le portate: stocco con le patate (stoccafisso), baccalà fritto (merluzzo salato e stagionato), broccoli “affucati”, cavolfiore impanato e fritto, zucca fritta con l’ aceto, fileja (pasta fresca tipica vibonese) con brodo di stocco e fagioli, olive nere, frittelle di ninnata (sardine appena nate), frittelle di zucca, pane, insalata per sgrassare, formaggio, fichi secchi, lupini e credetemi, bisogna assaggiarle tutte per non far rimanere male nonne e zie, sveglie dall’ alba o in cucina già dalla sera prima. Forse la magia natalizia è andata via insieme alle persone amate che oggi non ci sono più e che hanno contribuito a rendere magico il Natale di noi bambini, mi riferisco ai nonni che sono delle creatura magiche e sanno sempre come fare a rendere speciale queste feste o chi come me guarda quella sedia vuota e sa che ormai il Natale non sarà più quello di prima perché l’ unico regalo che vorrei è poter riabbracciare il mio papà… e allora mi impongo di dover continuare con le tradizioni perché è giusto non farle sparire  e con loro il ricordo dei momenti felici passati e quindi si ricomincia a scegliere il vestito adatto, né troppo corto né troppo appariscente per non infastidire il gusto di qualcuno, la preparazione al classico interrogatorio che la santa inquisizione a confronto metteva meno ansia: sei fidanzata? Ma non è che a zia l’ hai presentato e a me no? E quando ti sposi? La scuola? Il lavoro? E perché non te li tagli sti capelli? E perché non mangi di meno? Ma hai imparato a cucinare? Ma fai un figlio che poi sei troppo vecchia!!!!

25 Dicembre. Per fortuna ci sono i cugini, credo che la definizione esatta di cugini sia: fratelli domiciliati in abitazioni diverse, l’ entusiasmo che si ha nel passare questi giorni di Natale insieme viene messo a dura prova dall’ organizzazione dei giochi da tavolo: ore a decidere se è meglio la tombola, ma nessuno vuole zia che compra 12 cartelle, oppure un gioco di società o le carte napoletane. Il divertimento maggiore rimane la sfida a mercante in fiera con zio che mima le carte cercando di farci indovinare di quale personaggio si tratta.

Nord, Sud, Calabria, Campania, Sicilia credo non cambi poi tanto e che la preparazione al cenone di famiglia sia un incubo a cui un po’ tutti siamo affezionati con la consapevolezza che la prima vera domanda che decreterà l’ andamento della serata sarà: “te piace ‘o Presebbio?”

Ps. Per le ricette vi lascio il numero delle mie zie, ma a vostro rischio!!! Buon Natale

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