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Ho sempre odiato gli inglesi, li consideravo freddi, insensibili e lamentosi. Luoghi comuni, è come dire: Italiano pizza e Berlusconi. Sono partita con l’ idea di visitare solo una città d’ Arte fantastica e infatti nella mia agendina di viaggio la metà delle pagine contenevano solo indirizzi di musei e gallerie.

  • Il primo ostacolo: spiegare a mia madre che il mio era un viaggio di scoperta non di trasferimento.
  • Il secondo ostacolo: la lingua. Sono partita con una sola parola nel vocabolario: beer!!!
  • Il terzo ostacolo: paura di volare. Vedere l’ aereo in pista così immenso mi ha rassicurata, ma poi entrando e rendendomi conto del poco spazio è cominciata la tragedia. E’ vero quando dicono che decollo e atterraggio non sono così spaventosi, il problema è quella sorta di allineamento traballante dopo il decollo, e già che mi ero informata su youtube dei possibili disastri: precipitazioni, ammaraggi, esplosioni, attentati, tamponamenti, sparizioni, bambini lamentosi. Devo dire che tutto questo è niente difronte all’ applauso italioto dopo l’ atterraggio, avrei preferito scaraventarmi al suolo. Una cosa positiva lo steward portoghese bello come un angelo/attore/modello/calciatore. Dicono che il pilota comunichi con i passeggeri, ma non sapevo che questo accadesse anche in volo, nell’ ansia una sola parola ho compreso: exit e già con la mano cercavo il mio giubbino di salvataggio, peccato che la mia domanda: “ma stiamo precipitando” l’ abbiano sentita anche dagli ultimi posti.
  • Il quarto ostacolo: comprendere le intenzioni di google maps. Per indicarti una posizione decide di farti fare tre volte il giro dell’ isolato, due salti su te stesso, due giravolte ed eccoti alla tua destinazione.
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    La prima sicurezza: Tube. Non c’ è nulla di più semplice e comodo che spostarsi in metro, anche queste rappresentano un’ attrazione, colorate, comode, organizzate, una diversa dall’ altra. Ho sempre incontrato gente allegra, seppur sempre di fretta, ma disponibile e con il sorriso.

  • La seconda sicurezza: Gli inglesi sono simpatici e accoglienti. Entrati in un pub siamo stati accolti da due sobri(?) personaggi, padre e figlio, non ho mai ricevuto così tanti complimenti, c’ è scappato anche un baciamano, veri gentlemen, quasi credibili se non fosse per il cappello di uno di loro con orecchie di orso.
  • La terza sicurezza: la bombetta. Visitare Londra con il classico bowler hat ha tutto un altro sapore! Mi ero attrezzata così per andare da Betta, non volevo sfigurare, ma devo dire che la sua dimora mi ha delusa, un po’ “spoglia”, per fortuna mi hanno tirata su Sherlock Holmes e i Beatles “sciloviuieieie” .. baker street, ailoviù. Il cuore però è rimasto da Madame Tussauds, nel vero senso della parola, nel percorso dell’ orrore, lì ho pronunciato la mia prima parola in pseudoinglese: “please, qualcuno passi davanti ca moru”!!! E Pur di non fare la solita foto con in lontananza le Tower Bridge ho preferito passarci direttamente sopra raccogliendo TUTTO il gelo del Tamigi. Il pollo gli inglesi lo sanno cucinare a furia di prepararlo mattina, mezzogiorno e sera OGNISANTOGIORNO sono diventati espertissimi, la colazione dovrebbe entrare di diritto tra le meraviglie del mondo e se volete sentirvi inglesi al 100% ordinate una birra alle 9 del mattino.. ah, anche la vodka alle 3 del pomeriggio è perfetta, ma solo se dopo vi spetta una lunga camminata tra Piccadilly e Oxford Circus, parchi vari che sembrano non finire mai, Primark e Boots; ah un consiglio, non fate come me che ho desiderato trascorrere le ore nel British Museum da vera intellettuale e invece l’ ho fatto con una busta di plastica di una parafarmacia da very tamarra!
  • La quarta sicurezza: Bow Road. La zona più bella, tra musulmani e hindu, pakistani, indiani e un forte odore di spezie e cipolla per le strade, è il posto che più ho apprezzato, il vero esempio che non bisogna mai fermarsi alle apparenze. Ma la cosa che più mi ha dato sicurezza è stata la Clock Tower, più di 96 metri di altezza, uscita dalla metro il Big Ben è lì ad aspettarti, imponente, maestoso, rassicurante e accogliente. Il benvenuto più bello che potessi ricevere.

E rientro a casa con un’ altra opinione di Londra, ma una certezza ancora rimane: qualcuno mi spieghi l’ utilità dei mignolini dei piedi!!!